Caffee BOOK TAG

“Onorate e rispettate il sonno! Questa è la prima cosa! Ed evitate tutti quelli che dormono male e stanno svegli la notte! Perfino il ladro ha rispetto per il sonno: sempre sguscia via silenzioso nella notte.”
(Friedrich Nietzsche)

Buongiorno filosofi! Buon inizio settimana!

Io ho trascorso il fine settimana a casa mia, ma questa mattina mi sono svegliata presto per prendere la corriera che mi sta riportando (proprio in questo momento!) verso la mia città universitaria.

I miei ripetuti sbadigli mi hanno fatto venire voglia di proporvi un nuovo book tag che si sposa perfettamente con il tema del “sonno”, oggetto della citazione filosofica del giorno: il Caffee book tag!

Iniziamo! 

Macha alla menta: un libro che diventa più popolare durante l’inverno o i periodi di festa.

Era troppo scontato citarvi la saga di Harry Potter e a parer mio non del tutto corretto dato che le vicende del nostro maghetto preferito non passano MAI di moda. Di conseguenza rispondo a questa prima domanda con una favola che io adoro e che non può che essere letta durante il periodo natalizio. Sto parlando de “Il canto di Natale” di Charles Dickens!!  

Cioccolata calda: il tuo libro per bambini preferito.

È stato molto difficile in questo caso citarne solo uno, dato l’amore che provo nei confronti dei libri scritti per i giovani lettori, ma non posso che parlarvi di uno dei miei primi amori letterari: “Polissena del Porcello” di una scrittrice che ho sempre adorato, ovvero Bianca Pitzorno. Il mio primo approccio con questa lettura è avvenuto nel periodo delle elementari, quando la nostra insegnante di italiano ha deciso di dedicare alcune delle sue ore alla lettura ad alta voce proponendo proprio questo piccolo volume. Ero rimasta così colpita dalla storia, che ha sancito l’inizio della mia passione per i gialli, che ho voluto leggere questo libro a tutti i membri della mia famiglia ed ero così fiera della storia narrata che la percepivo come fosse mia.

Doppio espresso: un libro che ti ha tenuto incollato alle pagine dall’inizio alla fine.

In questo caso non posso che citarvi una delle mie scrittrici preferite, Agatha Christie, con “L’assassinio di Roger Ackroyd” il suo romanzo giallo che ho preferito in assoluto. Tutte le vicende proposte dalla Christie mi costringono sempre a rimanere incollata alle pagine fino a quando ogni mistero e segreto viene svelato. In questo caso si tratta di un caso molto classico in cui l’investigatore Poirot deve indagare in merito all’assassinio di un uomo, ma nella sua semplicità l’ho trovato eccezionale.

Starbucks: un libro che vedi ovunque.

Ultimamente questo capitolo della saga storica de “Il Medici” di Matteo Strukul è presente non solo in tutte le librerie ma anche nei supermercati e nelle edicole. Nonostante questo, ammetto che il volume in questione non suscita il mio interesse, infatti non l’ho letto e non credo che a breve lo farò, tuttavia ho regalato questo libro e gli altri capitoli della medesima saga sia ad una mia amica, amante dei romanzi storici, che a mia nonna! Sono curiosa di sentire il loro parere in merito a questa lettura.

Ooopssss! Per sbaglio ho preso un decaffeinato: un libro dal quale ti aspettavi di più.

Partendo dal presupposto che io ultimamente bevo sempre il decaffeinato perché, ahimè, il caffè espresso mi fa male, ho deciso di mostrarvi “Se mi chiamo mollo tutto… però chiamami” di un autore che ho sempre stimato moltissimo, ovvero Albert Espinosa, famoso soprattutto per aver scritto “Il mondo giallo” da cui è stata tratta la serie tv Braccialetti rossi. I suoi libri mi hanno sempre colpita molto, eppure in questo caso ho trovato che la storia fosse piuttosto ripetitiva, così come il senso del romanzo, per questo motivo è passato piuttosto inosservato rispetto agli altri.

Quella miscela perfetta: un libro o una serie che è stato/a sia amaro/a che dolce, ma alla fine soddisfacente.

E per concludere non posso non citarvi la trilogia di“Hunger Games” di Suzanne Collins! Ho amato questa saga con tutto il cuore… non mancano i lati amari all’interno della vicenda, che ho individuato soprattutto nel primo volume, ma una volta terminata la lettura di tutti e tre i libri ho percepito un senso di vuoto (non posso ovviamente spiegarvi perché altrimenti farei spoiler) e, al contempo, un senso di completezza per il fatto che questa serie non manca assolutamente di nulla e l’ho adorata! 

Spero che il tag vi sia piaciuto! E io nel frattempo sono quasi arrivata a destinazione!

Vi auguro una buona settimana e a presto!

M.P.

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RECENSIONE: Noi siamo tutto

Copia di misunderstoodphilosopherslibrary

Vivere non è respirare, è agire, è fare uso dei nostri organi, dei nostri sensi, delle nostre facoltà, di tutte le parti di noi stessi che ci danno il sentimento della nostra esistenza.” Jean-Jacques Rousseau

Buongiorno filosofi! Come state? Che letture avete in programma per questo fine settimana?

Sì…lo so… è sabato, uno dei pochi giorni in cui potrei effettivamente trovare il tempo per studiare (l’università è bellissima ma super impegnativa!), è invece no, OGGI PUBBLICO UNA RECENSIONE!

La frase che ho deciso di proporvi oggi è tratta dall’Emilio o dell’educazione, celebre opera del filosofo, nonché pedagogista, Jean-Jacques Rousseau, la cui esperienza è certamente nota (forse con una buona dose di antipatia) a chiunque abbia frequentato il liceo delle Scienze Umane, come la sottoscritta.

La citazione che ho riportato trovo che sia molto forte e che si sposi perfettamente con la lettura di cui sto per parlarvi, ovvero Noi siamo tutto di Nicola Yoon!!

91JRV5YArZL In occasione dell’uscita dell’omonimo film che ho avuto la possibilità di vedere un paio di settimane fa, ho deciso di proporre sul blog la recensione del libro in questione (non preoccupatevi, non ci saranno spoiler!) che ho letto all’inizio di giugno attratta in particolare dalla trama, ma anche dal dolcissimo trailer del film, uscito prima che il volume venisse portato in Italia.

TITOLO, CASA EDITRICE e COPERTA: “Noi siamo tutto” consta di 308 pagine, è uno young adult pubblicato per la prima volta il 1 settembre 2015 con il titolo originale “Everything Everithing” ed è stato portato in Italia il 16 maggio 2017 dalla casa editrice Sperling & Kupfer che, a mio parere ha fatto davvero un ottimo lavoro. Era da mesi che avevo adocchiato l’edizione americana e che attendevo con impazienza la pubblicazione di quella italiana, preoccupata dal fatto che potessero modificare eccessivamente la coperta originale (sì, studiando bibliografia ho scoperto che il termine corretto per indicare la copertina in realtà è “coperta“!). Per fortuna la casa editrice appena citata ha mantenuto i motivi della coperta originale con l’aggiunta di un’immagine tratta dalla riproduzione cinematografica che ritrae gli attori che hanno impersonato i protagonisti della vicenda (che io adoro! Soprattutto Amandla Stenberg!).

AUTRICE:

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Nicola Yoon è cresciuta in Giamaica e a Brooklyn. Attualmente vive a Los Angeles, in California, con il merito e la figlia. Si è laureata in ingegneria elettrica e ha partecipato ad un corso di scrittura creativa. Dopo la laurea ha frequentato il Master of Creative Writing presso l’Emerson College. Noi siamo tutto, bestseller n°1 del New York Times, è il suo primo romanzo.

TRAMA: la protagonista della nostra storia è Madeline Whittier, meglio conosciuta come Maddy, la quale racconta la sua storia in prima persona. Sta per compiere 18 anni e, da quando ne ha memoria, non è mai uscita di casa. Maddy è allergica al mondo, soffre infatti di una rara quanto famosa malattia chiamata SCID, la sindrome da immunodeficienza combinata grave, che non le da la possibilità di uscire, di entrare in contatto con l’esterno e dunque di condurre una vita normale. La sua esperienza si riduce alle mura della sua grande casa bianca all’interno della quale l’aria viene costantemente filtrata e le cui stanze sono per la maggior parte dotate di ampie finestre e un arredo capaci di ricreare l’atmosfera della realtà esterna, magra consolazione per la protagonista del romanzo che conosce il mondo soprattutto attraverso i libri che ama recensire sul suo blog.

“Ho letto molti più libri di voi. Per quanti possiate averne letti, io ne ho letti di più. Credetemi. Ne ho avuto tutto il tempo. Nella mia stanza bianca, addossati alle mie pareti bianche, sulle mie mensole di un bianco lucente, i dorsi dei libri sono l’unica nota di colore.”

La patologia di cui è affetta non le permette di entrare in contatto con nessuno, tranne che con la madre, che lavora in ambito ospedaliero e dunque si occupa lei stessa della salute della figlia, con l’aiuto dell’infermiera personale della ragazza, Carla, che la segue da quando era piccola e che è legata a Maddy da un forte rapporto di amicizia e complicità.

Madeline non va a scuola, ma frequenta un corso di architettura online e si dedica a progettare e realizzare plastici di edifici all’interno dei quali inserisce sempre un piccolo astronauta di carta e plastica che rappresenta in parte la sua condizione e in parte il suo desiderio di abbracciare il mondo nella sua totalità.

“Ci sono interi mondi della cui esistenza non siamo neanche consapevoli.”

La sua monotona routine subisce una svolta quando il rumore di un camion dei traslochi annuncia l’arrivo di una famiglia composta da madre, padre e due ragazzi, Kara, la figlia minore, e Oliver, detto Olly, i suoi nuovi vicini di casa.

“Oggi è uguale a ieri. Domani sarà uguale a oggi. Nel libro di Maddy tutti i capitoli sono identici. Fino a Olly.”

A Maddy, alla madre e a Carla sembra ripresentarsi una scena già vissuta. La ragazza aveva 8 anni quando una famiglia con bambini si trasferì nella stessa casa in cui Olly sta per andare a vivere. Maddy guardava i suoi coetanea giocare all’aria aperta e il suo desiderio di emularli e di trascorrere del tempo in loro compagnia la portò a cadere in un baratro di depressione dalla quale era stato diffide uscire. Ormai diciottenne, la protagonista è convinta di riuscire a portare avanti la sua vita esattamente così com’è, senza farsi influenzare dagli avvenimenti esterni. Ma poi vede lui, Olly.

“E’ alto, magro e completamente vestito di nero: maglietta nera, jeans neri, scarpe da ginnastica nere e un berretto nero di maglia che nasconde la capigliatura. Ha la pelle chiara, ravvivata da una lieve abbronzatura color miele, e il viso duro e spigoloso.”

Fin da subito Maddy rimane colpita da questo misterioso ragazzo, ma ancor di più dalle possibilità che lui ha e che lei può solo osservare dalla finestra o leggere nei suoi libri.

Ben presto i suoi vicini di casa, e Olly in particolare, diventano il fulcro delle sue giornate, oggetto delle sue attenzioni e dei suoi pensieri. La ragazza ogni giorno compila una lista in cui inserisce tutti i movimenti dei suoi nuovi vicini, immaginando ciò che non riesce a vedere dall’ampia finestra della sua camera.

Una sera, mentre Maddy e la madre stanno guardando un film sul divano, le due donne vengono sorprese dal suono inaspettato del campanello di casa. La madre va ad aprire, mentre la ragazza assiste alla scena attraverso il videocitofono collocato in salotto. Dietro la porta compaiono Olly e Kara con un ciambellone tra le mani, regalo offerto dalla madre dei due giovani. Olly chiede alla donna se sua figlia è in casa, ma lei risponde di no e non accetta il dolce offertole dai vicini. Nonostante la reazione della madre, Maddy è molto colpita dalla richiesta di Olly, fino a quel momento nessuno aveva manifestato curiosità nei suoi confronti, eppure la consapevolezza dei suoi limiti, della mancanza di libertà che caratterizza la sua vita la rende molto vulnerabile.

Alcune sere dopo Madeline sente il suono di una pietra colpire il vetro della sua finestra. La scena che si presenta ai suoi occhi è quella di un ciambellone ancora intatto, appollaiato sul davanzale della casa di fronte e dotato di un paio di occhi finti che guardano dritti verso di lei. Dopo aver individuato la figura di Olly nascosta nella penombra della sua stanza, Maddy assiste al volo del ciambellone che precipita al suolo rimanendo completamente illeso.

Nel corso delle sere successive Olly continua a dare prova a Maddy della resistenza del ciambellone, fino a quando il ragazzo scrive sul vetro il suo indirizzo e-mail. I due giovani hanno finalmente la possibilità di presentarsi e di conoscersi meglio e ben presto Olly viene a conoscenza della malattia della protagonista. La loro amicizia si sviluppa attraverso i messaggi inviati e le occhiate sfuggenti alla finestra, mentre il desiderio di potersi incontrare fisicamente cresce dentro di loro.

Il rapporto tra i due ragazzi si intensifica, mentre quello tra madre e figlia inizia a vacillare.

Ci stiamo allontanando perché, per la prima volta in vita mia, ho un segreto da custodire.”

Maddy non riesce ad affrontare l’argomento “Olly” con la madre, per paura di farla preoccupare o forse spaventata dall’idea di trovarsi di nuovo faccia a faccia con la sua realtà all’interno della quale non può esserci spazio per un ragazzo.

Nonostante il tentativo di nascondere le e-mail e anche le sue emozioni, Carla non riesce a non notare i sorrisi, le guance rosse e lo sguardo perso della ragazza la quale, tuttavia, è felice di poter condividere con qualcuno le sue speranze e i suoi sogni. Questo rapporto di complicità porterà le due donne a trasgredire le regole imposte dalla madre e Maddy avrà la possibilità di incontrare Olly di persona, pur restando a debita distanza da lui.

Fino a quel momento la protagonista credeva di poter controllare le sue emozioni, di poter contenere i suoi desideri senza farsi sopraffare, ma, attraverso il rapporto e il contatto con Olly, le sembra quasi di sfiorare la vita e le pareti bianche della sua casa sembrano restringersi progressivamente.

“Prima di incontrare Olly ero felice. Ma adesso sono viva, e tra le due cose c’è una bella differenza.”

Maddy non riesce più ad accontentarsi, Olly ha rotto l’equilibrio che lei era riuscita a ricostruire con tanti sforzi. Olly non è semplicemente “amore”, Olly è tutto, tutto quello che lei non ha mai potuto avere, Olly è la sua condanna, ma è anche la sua possibilità, la possibilità di scappare dalla sua prigione, la possibilità di respirare la vita fino in fondo almeno una volta, prima di perderla.

PERSONAGGI: Maddy è un personaggio che ho apprezzato molto, fin dalle prime pagine; è una ragazza davvero creativa e curiosa, capace, a modo suo, di ricostruire, anche con l’aiuto dei suoi libri e delle numerose ricerche su internet, le realtà fisiche che non ha mai conosciuto. Trovo che sia molto matura per la sua età, ha dentro di sé una forza e una resilienza straordinarie e una capacità di accettazione incredibile che però non sfocia nella totale rassegnazione. Ho riscontrato anche una vena di ingenuità che rende la sua personalità ancora più interessante e che è probabilmente dovuta al fatto che i suoi unici contatti e rapporti affettivi sono sempre stati quello con l’infermeria e quello con la madre. Il legame tra Maddy e la figura materna è sicuramente forte, quasi morboso, ma non per questo eccessivamente solido e sano, mentre ho apprezzato abbastanza il rapporto tra la protagonista e Carla, la quale tuttavia, spesso erroneamente, paragona l’atteggiamento di sua figlia a quello di Maddy (sua coetanea) nonostante le loro condizioni di vita siano totalmente diverse.

Olly è un personaggio interessante, molto misterioso e difficile da analizzare nella sua complessità. E’ certamente un ragazzo tormentato che nasconde le sue paure e insicurezze dietro un atteggiamento di apparente sicurezza e vanità. La sua personalità è stata sicuramente influenzata dalle difficoltà familiari, dal rapporto malato tra i suoi genitori, dalla violenza del padre. Anche lui, come Maddy, ha dovuto crescere più in fretta del previsto, soprattutto per proteggere la sorella dalla situazione negativa che sono costretti a subire quotidianamente, e ha dovuto lottare inutilmente per convincere la madre a prendere una decisione che la spaventa. Nonostante questo elemento in comune, credo che i due protagonisti della storia siano molto diversi tra loro, il loro modo di reagire alle difficoltà è totalmente opposto. La vitalità di Maddy è sempre più fervida, così come il suo coraggio e la sua immaginazione, tanto da spingerla a scontrarsi con la morte che non sembra spaventarla. Olly invece è molto più fragile, rassegnato, pronto a nascondersi piuttosto che a cercare la sua serenità e libertà e a sconfiggere le sue paure. Olly è un ragazzo tenebroso, vestito sempre di nero, mentre Maddy è rappresentata dal colore bianco, che include tutti gli altri colori e che la illumina di luce e di vita.

STILE: Lo stile dell’autrice è molto (troppo?) semplice, scorrevole, in parte poetico, ma non eccessivamente e per questo motivo l’ho trovato poco convincente seppur ricco di potenzialità non del tutto esplorate. Una caratteristica peculiare del volume è che alcune pagine sono scritte sotto forma di chat o mail, altre raffigurano le facciate del diario di Maddy o alcuni suoi appunti, in cui compare la scrittura della ragazza, che costituiscono parte integrante della narrazione, altre ancora presentano dei disegni che danno corpo alle immagini mentali della protagonista. Seppur originali e apprezzate da molti, queste aggiunte non hanno incontrato il mio gusto poiché a mio parere hanno reso ancora più semplice il modo in cui le vicende sono state trattate, anche se sono certamente consapevole del fatto che questi elementi si sposano bene con questo genere letterario destinato ad un pubblico di adolescenti.

CONSIDERAZIONI PERSONALI: come già accennato, ho atteso l’uscita del libro per molti mesi e quando l’ho acquistato ero davvero eccitata, tanto da completare la lettura in poche ore. Parto dal presupposto che in realtà non sono una grande amante degli young adult, spesso le trame sono caratterizzati da molti “topoi letterari” e per questo risultano sicuramente piacevoli, talvolta emozionanti, ma spesso banali e devo ammettere che anche in questo caso le sensazioni ed impressioni sono state le stesse. Non posso negare tuttavia (altrimenti mi contraddirei) che, come accade per la maggior parte degli young adult che diventano grandi bestseller, anche questa volta non vedevo l’ora di addentrarmi tra le pagine del libro, incuriosita in particolare dall’idea di base della storia. La trama non mi ha deluso, a differenza dello stile di scrittura che ha invece contribuito a rendere la lettura piuttosto banale, nonostante non mi sia dispiaciuta. E’ innegabile affermare che questo genere letterario è indirizzato ad un target più giovane che quindi sicuramente avrà apprezzato maggiormente ogni aspetto del romanzo, compresa la semplicità della narrazione. Nonostante questi particolari poco apprezzati, il finale non mi ha deluso assolutamente, l’ho trovato piuttosto originale per questo genere, ha sollecitato la mia attenzione destandomi da una noia momentanea e mi ha spinta a leggere e a rimanere incollata alle pagine fino alla fine.

CONFRONTO LIBRO/FILM: l’adattamento cinematografico di questo libro credo non abbia deluso le aspettative dei fan della storia; l’atmosfera della narrazione è stata totalmente riportata sullo schermo e la semplicità (anche in questo caso un po’ eccessiva), che traspariva tra le righe, aleggia durante tutto il corso del film. Ho apprezzato moltissimo il fatto che non siano stati trascurati particolari e che spesso i pensieri e la fervida immaginazione di Madeline venissero presentati come fossero reali. Ho totalmente approvato la scelta dell’attrice, bellissima nelle sue forme e dunque diversa, a parer mio, dalle classiche protagoniste femminili; l’attore protagonista forse non era totalmente perfetto per impersonare il ruolo di Olly, il quale viene descritto come totalmente privo di capelli, ma nonostante questo particolare, che può risultare insignificante, anche la sua interpretazione mi ha convinta abbastanza.

In conclusione direi che Noi siamo tutto, a parer mio, non è un libro eccezionale e stravolgente, ma sicuramente molto dolce e regala piacevoli emozioni. Consiglio dunque questa lettura in particolare ad un pubblico femminile più giovane e ovviamente a tutti gli amanti degli young adult. 

Sarei molto curiosa di leggere altri pareri e sapere cosa ne pensate delle mie impressioni.

Vi auguro buona serata e buona domenica!

A presto

M.P.

 

 

 

 

 

Libri da leggere quest’anno! #tbr

Copia di misunderstoodphilosopherslibrary

“Lo scopo del lavoro è quello di guadagnarsi il tempo libero.” Aristotele

Buonsalve filosofi! Come state??

Scusate la prolungata assenza, ma finalmente ha avuto inizio la mia nuova avventura universitaria, perciò, durante le scorse settimane, ho cercato di dedicare più tempo possibile alla mia famiglia e agli amici che non potrò più incontrare così spesso nei prossimi mesi. Sicuramente l’inizio dell’università comporterà anche un grande sforzo mentale, molti impegni, soprattutto legati allo studio, e quindi meno tempo libero da dedicare alla lettura e alla scrittura. Nonostante questo oggi voglio parlarvi dei miei futuri programmi letterari e dunque mostrarvi i libri e le saghe che spero di riuscire a leggere nel corso dell’anno.

Per ogni volume cercherò di darvi le informazioni fondamentali, proponendo inoltre la trama relativa al libro in questione. Metterò in primo piano le letture che considero più “urgenti”!

INIZIAMO!

LE CRONACHE LUNARI di Marissa Meyer

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TITOLI: Le Cronache Lunari, tetralogia che comprende i seguenti libri: CinderScarletCress Winter

AUTRICE: Marissa Meyer

EDITORE: nonostante l’immagine mostri le copertine originali inglesi, io possiedo le edizioni italiane MONDADORI, che non apprezzo particolarmente (mi riferisco soprattutto ai primi due volumi), ma sicuramente avrò tempo di parlarne meglio una volta completata la lettura dell’intera saga.

PAGINE: rispettivamente 392, 425, 443, 652

TRAMA: I quattro volumi della saga sono dei retelling di alcune note favole per bambini, rispettivamente CenerentolaCappuccetto RossoRaperonzolo Biancaneve, riproposte in una chiave fantascientifica. Le vicende sono ambientate in un futuro distopico in cui la Terra deve affrontare due grandi minacce: la letumosi, ovvero la peste che sta decimando la popolazione, per la quale ancora non è stata trovata una cura, e l’imminente guerra tra la Terra e la Luna, governata dalla spietata regina dei Lunari, Levana, che, come la maggior parte dei suoi sudditi, ha il potere di controllare la bioelettricità modificando il proprio aspetto e, soprattutto, influenzando le emozioni e i comportamenti degli altri. Ogni libro ha come protagonisti personaggi diversi, ma tutte le loro storie si intrecciano e convergono verso un comune obiettivo, quello di riconquistare la pace.

CONSIDERAZIONI PERSONALI: ultimamente sentivo parlare moltissimo di questa saga, la cui trama e i cui personaggi mi intrigavano particolarmente, soprattutto in questo periodo in cui sto riscoprendo la passione per il mondo della Disney. Ho già terminato la lettura di Cinderlibro che ho adorato profondamente per la trama, le ambientazioni e, in particolare, per la protagonista, e ho da poco concluso anche Scarlet la cui lettura mi ha “costretta” a rimanere incollata alle pagine per ore e ore.

 

BOOK JUMPERS di Mechthild Glaser

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TITOLO: Book Jumpers

AUTRICE: Mechthild Glaser

EDITORE: Giunti

PAGINE: 335

TRAMA: Amy lascia il suo paesino in Germania per trascorrere le vacanze sull’isola scozzese da cui proviene sua madre e non si sarebbe mai aspettata di imbattersi nei personaggi dei suoi libri preferiti. L’avventura che la attende si rivelerà tuttavia pericolosa quando cominceranno a verificarsi delle misteriose sparizioni…

CONSIDERAZIONI PERSONALI: questo libro attende di essere letto ormai da diversi mesi. La trama di “Book Jumpers” mi ha attirata e colpita fin da subito, cercavo proprio un racconto che affrontasse questo particolare argomento. Adoro l’idea che i personaggi di fantasia volino fuori dalle pagine dei libri per assumere una forma e inserirsi nella nostra realtà. Ho molte aspettative nei confronti di questa lettura che sicuramente assume la seconda posizione in ordine di priorità.

 

HARRY POTTER E LA MALEDIZIONE DELL’EREDE di J.K.RowlingJohn Tiffany Jack Thorne

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TITOLO: Harry Potter e la maledizione dell’erede

AUTORI: J.K.Rowling, John Tiffany e Jack Thorne

EDITORE: Salani

PAGINE: 357

TRAMA: credo che ormai tutti conoscano le vicende contenute all’interno di questo discusso scriptbook, ma vale la pena ricapitolarle.  “Harry Potter e la maledizione dell’erede” è considerato l’ottavo libro della saga di Harry Potter ed è scritto sotto forma di copione teatrale poiché propone, su carta, le battute recitate dagli attori che hanno messo in scena la rappresentazione teatrale di questa storia. Gli avvenimenti narrati si collocano diciannove anni dopo la celebre battaglia di Hogwarts, durante la quale, come sappiamo, Voldemort è stato definitivamente sconfitto dal “Prescelto”, ovvero il nostro amato Harry Potter. Quest’ultimo è ormai divenuto adulto, è un impiegato presso il Ministero della Magia ed è padre di tre figli: James Sirius, Albus Severus e la piccola Lily Luna. Harry non è l’unico a dover fare i conti con il suo passato: Albus Severus sta per frequentare il primo anno presso la scuola di magia e stregoneria di Hogwarts e sente su di sé il peso di un’eredità famigliare che non ha mai voluto. Il libro è incentrato dunque sulle avventure che vedono come protagonisti Albus e i suoi amici all’interno di un contesto che ci è sicuramente famigliare.

CONSIDERAZIONI PERSONALI: ho sentito parlare moltissimo di questo ottavo capitolo della saga, le recensioni che ho letto esprimevano pareri contrastanti, anche se emergono in particolare le critiche negative. Dopo aver completato la lettura dei sette libri principali, adesso è sicuramente arrivato il momento di approcciarmi con curiosità a questo nuovo volume per poter poi esprimere le mie considerazioni.

 

HARRY POTTER L’AVVENTURA DI CRESCERE di Rita Ricci

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TITOLO: Harry Potter l’avventura di crescere. Psicologia dell’adolescenza e magia della fiaba

AUTRICE: Rita Ricci

EDITORE: EDUP

PAGINE: 157

TRAMA: si tratta di una lettura, in chiave psicologica, della moderna fiaba di Harry Potter le cui vicende vengono messe a confronto con le esperienze e le emozioni vissute e provate da ogni adolescente.

CONSIDERAZIONI PERSONALI: come avete potuto notare “Harry Potter e la maledizione dell’erede” è solo il primo di una serie di libri a tema Harry Potter che ho intenzione di leggere nei prossimi mesi. In questo caso parliamo di un breve saggio che analizza in termini psicologici le esperienze di Harry e dei suoi amici e le scelte meticolose compiute da J.K.Rowling nel designare i ruoli che assumono i diversi personaggi all’interno di queste vicende e rispetto alla figura del protagonista. Io ho frequentato il liceo delle scienze umane e dunque la psicologia, così come, anche se in misura minore, la pedagogia, mi hanno sempre affascinata e per questo motivo unire tali discipline ad una storia che ha assunto un ruolo così speciale nella mia vita  mi incuriosisce particolarmente.

 

GUIDA COMPLETA ALLA SAGA DI HARRY POTTER di Francesca Cosi Alessandra Repossi

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TITOLO: Guida completa alla saga di Harry Potter. I libri, i film, i personaggi, i luoghi, l’autrice, il mito

AUTORI: Francesca Cosi e Alessandra Repossi

EDITORE: Vallardi

PAGINE: 377

TRAMA: in questo caso non esiste una vera e propria trama; si tratta di un volume che spiega il fenomeno di Harry Potter a 365 gradi. Gli argomenti che vengono affrontati sono: il fenomeno letterario, le fonti a cui ha attinto l’autrice, i suoi futuri progetti e alcune curiosità in merito alle vicende narrate; i personaggi che vengono presentati sotto chiavi differenti e con l’aggiunta di nuove rivelazioni da parte della Rowling; vita da maghi e dunque tutte le esperienze che i giovani maghi dovranno e potranno intraprendere; il fenomeno cinematografico con notizie relative al set, agli attori e ai registi e con un confronto tra libri e film; non mancano la guida turistica di Harry Potter che ci conduce alla scoperta dei luoghi in cui la storia è ambientata, né le informazioni relative all’autrice. Il mondo della magia non avrà più segreti per noi!

CONSIDERAZIONI PERSONALI: questo libro mi è stato regalato da una cara amica lo scorso anno, ma, ovviamente, mi attende sullo scaffale da troppo tempo ormai! Dopo aver completato anche la lettura dell’ottavo capitolo della saga di Harry Potter, potrò finalmente buttarmi a capofitto tra le pagine di questo meraviglioso volume per avere informazioni sempre più approfondite in merito a questo incredibile mito letterario e non solo!

 

J.K. ROWLING di Marina Lenti

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TITOLO: J.K. Rowling. L’incantatrice di 450 milioni di lettori. Saggio biografico non ufficiale sulla creatrice di Harry Potter

AUTRICE: Marina Lenti

EDITORE: Edizioni Ares

PAGINE: 379

TRAMA: il saggio in questione è una vera e propria approfondita biografia sull’autrice che è riuscita trasformare la sua vita grazie alla sua smisurata passione per i libri e la scrittura e alla sua fantasia, tanto che l’esperienza da lei vissuta può essere paragonata essa stessa ad un’avventura pari a quella del piccolo maghetto protagonista dei suoi libri.

CONSIDERAZIONI PERSONALI: a mio parere, per comprendere fino in fondo i significati nascosti tra le pagine di un libro e le ragioni che hanno spinto l’autore a scrivere una determinata storia è fondamentale conoscere le vicende personali degli scrittori e le loro esperienze di vita e culturali. Ho sempre apprezzato molto le biografie e sono certa che adorerò questa in particolare.

 

ANIMALI FANTASTICI E DOVE TROVARLI SCREENPLAY ORIGINALE di J.K.Rowling

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TITOLO: Animali fantastici e dove trovarli screeenplay originale

AUTRICE: J.K.Rowling

EDITORE: Salani

PAGINE: 277

TRAMA: Questo libro è la sceneggiatura integrale del film uscito lo scorso novembre, intitolato “Animali fantastici e dove trovarli” e tratto dall’omonimo libro redatto sempre da J.K.Rowling. Gli avvenimenti trattati sono ambientati a New York, nel 1926, quindi diversi anni prima rispetto alle vicende che hanno coinvolto i personaggi di Harry Potter. Il protagonista indiscusso è Newt Scamander, un dolce magizoologo che lotta per la protezione delle creature magiche. Sfortunatamente la sua misteriosa valigia, che ospita una vasta gamma di animali fantastici, si apre lasciando fuggire una buona parte dei suoi abitanti. L’avventura di Newt coinvolge anche l’ex Auror, Tina Goldstein, impiegata al Magico Congresso degli Stati Uniti d’America, l’impertinente sorella Queenie, capace di leggere nel pensiero, e il No-Mag Jacob Kowalski che voleva solo aprire una pasticceria…

CONSIDERAZIONI PERSONALI: quando sono andata a vedere il film al cinema non avevo grandi aspettative, ma ero sicuramente curiosa e avevo molta voglia di immergermi nuovamente nel mondo della magia. Ho apprezzato la trama e, ancora di più, i personaggi, molto diversi tra di loro, ma allo stesso tempo interessanti. Questo prequel non mi ha affatto delusa e mi ha permesso di approcciarmi all’universo creato da J.K.Rowling sotto una prospettiva differente, per questo motivo non vedo l’ora di rivivere le emozioni del film anche attraverso la lettura!

 

LA PIANISTA DI AUSCHWITZ di Suzy Zail

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TITOLO: La pianista di Auschwitz

AUTRICE: Suzy Zail

EDITORE: Newton Compton

PAGINE: 252

TRAMA: la pianista di Auschwitz” affronta il drammatico e crudo tema dell’Olocausto dal punto di vista di Hanna Mendel, una ragazzina di quindici anni cresciuta in una famiglia ebrea, appartenente alla media borghesia, che coltiva la passione per la musica e, in particolare, per il pianoforte. Quando la città viene colpita dalla furia dei nazisti, la protagonista sarà costretta a separarsi dai genitori e, insieme alla sorella Erika, conoscerà gli orrori del campo di concentramento di Auschwitz. Grazie al suo talento per la musica, le viene offerta la possibilità di suonare il pianoforte per il comandante del lager. All’interno della villa del nazista, Hanna conosce il figlio di quest’ultimo, Karl, nei confronti del quale, inizialmente, non riesce a provare nient’altro che odio; tuttavia il ragazzo sembra rinnegare gli ideali spietati del padre e, nel corso dei mesi, un altro sentimento per il giovane Karl si farà strada nel cuore di Hanna.

CONSIDERAZIONI PERSONALI: ho sempre apprezzato molto i libri che trattano il fenomeno del nazismo e dei campi di concentramento e questo volume in particolare mi ha colpita al primo sguardo. Il pianoforte sembra rappresentare un’arma contro l’oscurità e le atrocità che controllano la vita dei deportati; la passione per la musica, che condivido con la protagonista della storia, è ciò che permette ad Hanna di essere se stessa in un contesto in cui gli individui sono considerati numeri e vengono privati della loro identità.

 

YOUR NAME di Makoto Shinkai

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TITOLO: Your Name

AUTORE: Makoto Shinkai

EDITORE: J-POP

PAGINE: 184

TRAMA: Mitsuha è una liceale che vive in una città di montagna, mentre Taki è un liceale che abita a Tokyo. Le realtà in cui crescono non potrebbero essere più diverse eppure una strana esperienza onirica li fa incontrare e determinerà il loro destino. La protagonista femminile si ritrova, in sogno, nei panni di un ragazzo, vive a Tokyo ed è circondata da amici sconosciuti; Taki invece vive l’esperienza opposta, ovvero si ritrova, in sogno, nel corpo di una ragazza che vive in una città sperduta tra le montagne.

CONSIDERAZIONI PERSONALI: negli ultimi mesi ho sentito molto parlare di questo libro e dell’omonimo film d’animazione e quando ho visto il volume in libreria non ho potuto fare a meno di acquistarlo. La trama sembra interessante e sicuramente originale, inoltre apprezzo molto la cultura e l’arte giapponese e per questo motivo non vedo l’ora di immergermi in questo dolce romanzo.

 

COSA TI MANCA PER ESSERE FELICE? DOPO DI TE di Simona Atzori

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TITOLI: Cosa ti manca per essere felice? dopo di te

AUTRICE: Simona Atzori

EDITORE: Mondadori

PAGINE: 196 e 150

TRAMA: in questo caso è necessario innanzitutto presentarvi brevemente l’autrice di questi due volumi: Simona Atzori è una pittrice e ballerina di successo nata con una grave menomazione fisica, è infatti priva di braccia. Grazie all’amore dei genitori, alla sua allegria, passione, creatività e determinazione è riuscita a raggiungere dei risultati incredibili e all’interno di questi due libri ci racconta la sua esperienza sottolineando in particolare il ruolo fondamentale esercitato dalla sua famiglia. Il secondo volume è interamente dedicato proprio alla figura materna, ed è stato scritto dopo la morte di quest’ultima.

“Se avessi avuto paura sarei andata all’indietro, invece che avanti. Se mi fossi preoccupata mi sarei bloccata, non mi sarei buttata, avrei immaginato foschi scenari e mi sarei ritirata. Invece ho immaginato.” Simona Atzori

CONSIDERAZIONI PERSONALI: alcuni mesi fa ho avuto l’opportunità di assistere ad uno spettacolo di Simona la quale, dopo aver regalato grandi emozioni al pubblico con la sua meravigliosa danza, ha raccontato la sua esperienza con energia e simpatia e ha risposto a numerose domande con un sorriso. Mi ha sempre affascinata molto il suo “personaggio”, io amo la danza e mi ha colpito il suo stile leggiadro e originale, è riuscita a sfruttare i suoi limiti creando uno spettacolo mai visto e commovente. Durante la conferenza ha citato anche i suoi libri che ho acquistato poco tempo dopo e non vedo l’ora di affrontare queste letture e di emozionarmi di nuovo con le sue parole.

 

TREDICI di Jay Asher

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TITOLO: Tredici

AUTORE: Jay Asher

EDITORE: Mondadori

PAGINE: 246

TRAMA: il romanzo in questione è un thriller psicologico ambientato negli Stati Uniti negli anni 2000 i cui protagonisti sono sedicenni. Tra questi spicca il personaggio di Clay, narratore delle vicende, ragazzo introverso, diligente e piuttosto attraente il quale, appena tornato da scuola, trova davanti alla porta di casa una pacchetto indirizzato a lui, ma senza mittente. All’interno sono contenute sette audiocassette, numerate su ogni lato da uno a tredici, e una piantina della città. Clay, inizialmente preoccupato, decide di ascoltarle e scopre che non sono registrazioni musicali, ma registrazioni vocali registrate da Hannah Baker, la ragazza di cui lui è sempre stato innamorato, che si è suicidata due settimane prima. Ogni registrazione racconta una vicenda della vita della ragazza in cui è implicata una singola persona con la quale Hannah aveva avuto un rapporto. Le tredici vicende rappresentano i tredici motivi per i quali la sedicenne ha deciso di suicidarsi e sulla cartina sono indicati i luoghi cruciali della vicenda. Clay, convinto di non avere mai fatto niente di male ad Hannah, decide di ascoltare tutte le audiocassette per comprendere quale ruolo abbia svolto nel suicidio della ragazza e scopre così verità sconvolgenti su persone che vedeva tutti i giorni e che riteneva innocue.

CONSIDERAZIONI PERSONALI: sono venuta a conoscenza di questo libro in seguito al successo riscosso dalla serie tv “13 reasons why“, andata in onda su Netflix, tratta dal volume di Jay Asher. Ero molto incuriosita dagli argomenti trattati, ma per mancanza di tempo non ho avuto la possibilità di dedicarmi alla visione della serie, ho dunque deciso di immergermi in questa vicenda attraverso le pagine del libro che mi attende impaziente da alcuni mesi.

 

L’AMORE BUGIARDO di Gillian Flynn

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TITOLO: L’amore bugiardo. Gone Girl

AUTRICE: Gillian Flynn

EDITORE: Rizzoli

PAGINE: 462

TRAMA: Amy e Nick si conoscono in una gelida sera di gennaio. E’ sufficiente un solo scambio di sguardi ed è subito amore. Sembrano la classica coppia perfetta, lei bella e spigliata, lui dallo sguardo sornione e affascinante. Sono felici, un futuro meraviglioso li attende, ma qualcosa sta per distruggere per sempre il loro equilibrio. Dopo alcuni anni dal loro matrimonio, da Brooklyn si trasferiscono in uno sperduto angolo del Missouri, da giovani professionisti in carriera diventano disoccupati alla deriva, lui proprietario di un bar e lei casalinga in una città di provincia. Fino a che, la mattina del loro quinto anniversario, Amy scompare. Tracce di sangue e segni di colluttazione rappresentano la prima pista da seguire per ritrovare la donna e daranno il via ad un thriller straordinario ricco di mistero e colpi di scena.

CONSIDERAZIONI PERSONALI: anche in questo caso devo ammettere di aver recuperato il volume in questione solo dopo aver visto la sua riproduzione cinematografica, realizzata da David Fincher, la quale mi ha letteralmente stregata. Per un amante dei thriller come me, questa storia risulta veramente affascinante e coinvolgente e, nonostante io conosca già il finale di questa intricata vicenda, sono comunque curiosa di approcciarmi a questo libro sperando di cogliere dettagli che sono stati tralasciati all’interno del film.

 

LA TRILOGIA DI MISS PEREGRINE di Ransom Riggs

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TITOLI: Miss Peregrine. La casa dei ragazzi specialiHollow City, il secondo libro di Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali La biblioteca delle anime, il terzo libro di Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali.

AUTORE: Ransom Riggs

EDITORE: Rizzoli

PAGINE: 383, 430, 492

TRAMA: Quali mostri popolano gli incubi del nonno di Jecob, unico sopravvissuto allo sterminio della sua famiglia di ebrei polacchi? Jacob decide di attraversare l’oceano per scoprire il segreto racchiuso tra le mura della casa in cui, decenni prima, avevano trovato rifugio il nonno Abraham e altri orfani scampati all’orrore della Seconda Guerra Mondiale. Soltanto in quelle stanze abbandonate e in rovina, rovistando nei bauli pieni di polvere e reperti di vite lontane, il ragazzo potrà stabilire se i racconti del nonno, traboccanti di avventure, di magia e di mistero, siano stati solo invenzioni, buone a turbare i suoi sogni notturni o se, invece, in quelle parole ci sia almeno un granello di verità, come suggerisce la strane collezione di fotografie d’epoca che Abraham custodiva gelosamente. Possibile che i bambini e i ragazzi ritratti in quelle immagini ingiallite, bizzarre e inquietanti, fossero davvero speciali, dotati di poteri straordinari, forse addirittura pericolosi? Possibile che quei bambini siano ancora vivi, e che si preparino a fronteggiare una minaccia oscura e molto più grande di loro?

In particolare la trama in questione si riferisce ai primo capitolo della trilogia che ci da il benvenuto all’interno di questo nuovo fantastico e inquietante universo letterario.

CONSIDERAZIONI PERSONALI: non possiedo molte informazioni in merito a questa saga letteraria, non ho letto alcuna recensione, ma, anche in questo caso, ho visto il film il cui finale, tuttavia, mi ha delusa. Nonostante questo desidero dare un’altra possibilità all’intera trilogia attraverso la lettura nella quale ripongo grandi aspettative. Sicuramente ho apprezzato molto i personaggi e il contesto in cui sono state ambientate le vicende, inoltre mi hanno colpita molto le fotografie presenti nelle pagine dei libri così come le loro copertine. Non ho ancora acquistato il secondo e il terzo volume, ma sicuramente lo farò a breve.

 

COSI’ LEGGERE DA BUCARE LE NUVOLE. WINTERGIRLS di Laurie Halse Anderson

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TITOLO: Così leggere da bucare le nuvole. Wintergirls

AUTRICE: Laurie Halse Anderson

EDITORE: Giunti

PAGINE: 352

TRAMA: Lia e Cassie sono amiche dall’infanzia, ragazze congelate nei loro fragili corpi, in competizione in un’assurda gara mortale per stabilire chi tra loro sarà la più magra. Lia conta maniacalmente le calorie di tutto quello che mangia e di notte quando i suoi non la vedono si sfinisce di ginnastica per bruciare i grassi. Le poche volte che mangia, cerca di ingerire cose che la feriscono, come cibi ultrapiccanti, in modo da “punirsi” per aver mangiato. Si ingozza d’acqua per ingannare la bilancia nei giorni in cui la pesano. Quando eccede nel cibo ricorre ai lassativi e passa il tempo a leggere i blog di ragazze con disturbi alimentari che si sostengono a vicenda.

CONSIDERAZIONI PERSONALI: questo libro mi attende sullo scaffale da alcuni mesi, da quando abbiamo affrontato l’argomento dei disturbi alimentari durante l’ultimo anno di superiori. Tale tematica mi tocca e colpisce molto, in particolare mi interessa comprendere le motivazioni psicologiche che conducono un individuo a farsi trascinare in questo vortice dal quale è molto difficile uscire. Le recensioni relative a tale romanzo sono molto positive e anche io non vedo l’ora di emozionarmi con questa meravigliosa lettura.

 

LA BAMBINA CHE AMAVA TOM GORDON di Stephen King

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TITOLO: La bambina che amava Tom Gordon

AUTORE: Stephen King

EDITORE: Sperling & Kupfer

PAGINE: 302

TRAMA: La protagonista del romanzo è la piccola Trisha, una bambina di nove anni, che, insieme alla famiglia, parte per una gita sui monti Appalachi. I continui litigi dei genitori la spingono ad allontanarsi e ad imboccare un sentiero diverso che la conduce nel bel mezzo della foresta dalla quale non riuscirà più ad uscire. Inizialmente l’aiutano l’istinto di sopravvivenza, la provvidenziale saggezza dell’infanzia e, soprattutto, il suo walkman che le permette di ascoltare le partite dei Red Sox, la squadre di baseball dove gioca il suo eroe, Tom Gordon. Poi, però, la sua fiducia comincia a venire meno quando percepisce dei rumori…qualcosa la insegue e la spia nascosto tra gli alberi…

CONSIDERAZIONI PERSONALI: io mi sono approcciata alla lettura di King attraverso un libro che è risaputo non essere uno dei migliori e più rappresentativi dello scrittore in questione, ma che io ho apprezzato particolarmente per le ambientazioni, il mistero e anche per la dolcezza con cui sono stati affrontati determinati argomenti, sto parlando di Joyland. Da quel momento ho cercato di reperire altri volumi di Stephen King e, tra quelli che ho individuato in alcuni mercatini dell’usato, c’era anche questo, la cui trama mi incuriosisce molto e che ormai possiedo da troppo tempo e che necessita quindi di essere letto al più presto.

 

FAIRY OAK di Elisabetta Gnone

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TITOLI: Fairy Oak. Il segreto delle gemelleFairy Oak. L’incanto del buioFairy Oak. Il potere della luce

AUTRICE: Elisabetta Gnone

EDITORE: De Agostini

PAGINE: 277, 347 e 374

TRAMA: Fairy Oak è un villaggio magico e antico nascosto tra le pieghe di un tempo immortale. A volerlo cercare, bisognerebbe viaggiare tra gli altopiani scozzesi e le brughiere normanne, nelle valli fiorite della Bretagna, tra i verdi prati irlandesi e le baie dell’oceano. Il villaggio è abitato da creature magiche e uomini senza poteri, ma è difficile distinguere gli uni dagli altri, poiché maghi, streghe e cittadini comuni abitano le case di pietra da tanto di quel tempo che ormai nessuno fa più caso alle reciproche stranezze e tutti si somigliano un po’. A parte le fate, che sono molto piccole, luminose e … volano. Questa storia è raccontata da una di loro e narra l’avventura straordinaria di due sorelle gemelle, Vaniglia e Pervinca…

CONSIDERAZIONI PERSONALI: come probabilmente è accaduto a molti di voi, anche io da bambina ho sognato e volato insieme alle due protagoniste di questa tenera storia fantasy e, in questo periodo, ho il desiderio di riapprocciarmi a tale lettura e riscoprire la bellezza di questa terra fantastica che racchiude la gioia della fanciullezza e la magia tipica dei contesti di fantasia.

 

IL SIGNORE DEGLI ANELLI di J.R.R. Tolkien

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TITOLO: Il signore degli anelli che comprende La compagnia dell’anelloLe due torri Il ritorno del re

AUTORE: J.R.R. Tolkien

EDITORE: Bompiani

PAGINE: 1108

CITAZIONE: …COLPO DI SCENA!!! In questo caso mi sembra inutile proporre la trama di questo fantasy così famoso e conosciuto pressoché da chiunque, per questo motivo ho deciso di optare per una citazione tratta dall’ultimo capitolo della trilogia

“Come fai a raccogliere le fila di una vecchia vita? Come fai ad andare avanti, quando nel tuo cuore cominci a capire che non si torna indietro? Ci sono cose che il tempo non può accomodare. Ferite talmente profonde, che lasciano un segno.” FRODO

CONSIDERAZIONI PERSONALI: finalmente è giunta anche per me l’ora di dedicarmi alla lettura di questo enorme e meraviglioso volume. Come saprete (se avete letto i miei precedenti articoli) alcune settimane fa mi sono fatta trascinare (dal mio tenero fratellino che mi ha convinta a guardare i FILM) nel fantastico mondo della Terra di Mezzo e, con tutta onestà, non avrei più voluto uscirne. Una mia grande e dolcissima amica mi ha resa felicissima regalandomi il libro in questione e sono elettrizzata all’idea di addentrarmi nuovamente in questo universo, ma questa volta attraverso la modalità che in assoluto prediligo, la LETTURA!

MOLTO BENE! Ce l’ho fatta! Voi non lo sapete (…beh…adesso sì…!), ma ho talmente tanti impegni e cose da fare in questo meraviglioso e difficile periodo che questo articolo ha avuto una storia lunga e travagliata… ma finalmente eccolo qui!

In realtà avrei voluto aggiungere molti più libri oltre a quelli appena elencati (tra cui alcuni acquistati le scorse settimane e che mi ispirano tantissimo…), ma, data la mancanza di tempo appena citata, non sarei realista se pensassi di riuscire a leggere un numero eccessivo di volumi… anche se non si sa mai…

Se vi va fatemi sapere se avete letto o se avete intenzione di dedicarvi anche voi alla lettura di questi libri e, altrimenti, quali sono i vostri programmi libreschi!

Vi auguro una buona serata e a presto (speriamo!!)

M.P.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Book tag: mi descrivo con i libri

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“Tutte le miserie dell’uomo derivano dalla sua incapacità di isolarsi in una stanza e restarsene in pace da solo.” Blaise Pascal

Buongiorno filosofi e buon mercoledì! Come state? E, soprattutto, cosa state leggendo in questi ultimi giorni di vacanza?

Oggi voglio finalmente proporvi un book tag molto divertente e, allo stesso tempo, difficile da completare. Si tratta del book tag mi descrivo con i libri che consiste nel designare dei titoli o dei contenuti capaci di raccontare alcune caratteristiche della propria personalità o del proprio pensiero. Non è stato facile, tuttavia, individuare il libro giusto per ogni categoria che seguirà, ma questo ha reso la mia ricerca molto più interessante.

La frase filosofica del giorno, tratta dagli scritti del matematico, fisico, teologo e filosofo francese Pascal, mi permette di esprimere il mio punto di vista sulla solitudine, condizione che reputo prioritaria e indispensabile per potersi successivamente aprire agli altri e alla realtà. Essere felici e sentirsi bene in propria compagnia non significa essere incapaci di vivere nel mondo o in contatto con la gente, ma si tratta invece di un’occasione per conoscere davvero se stessi, riflettere e dedicarsi in modo spontaneo alle attività che prediligiamo e che talvolta possono richiedere il silenzio e il tempo necessari. Chi non ha mai imparato a stare da solo, tenderà ad attaccarsi agli altri in modo quasi ossessivo, sviluppando una forte paura dell’abbandono, ma troppo spesso questa diventa la causa del proprio fallimento nelle relazioni umane. Partendo da questa riflessione, adesso, in modo scherzoso, libresco e divertente, vorrei tentare di far capire a voi, ma anche a me stessa, alcuni tratti della mia personalità attraverso questo simpatico book tag.

Dunque INIZIAMO!

  • Sei maschio o femmina?

4036241_251300Il primo libro che ho scelto è “Hunger games. La ragazza di fuoco” ovvero il secondo capitolo (e modestamente il mio preferito) della trilogia di “Hunger games” di Suzanne Collins. Il sottotitolo di questo volume, così come la stessa protagonista della saga mi permettono infatti di rispondere alla prima domanda. Katniss è un personaggio femminile da molti detestato, ma che io apprezzo molto. Ritengo che la sua apparente freddezza possa essere invece tradotta con “sangue freddo” che è ciò che le ha permesso di affrontare e gestire situazioni davvero impensabili per la sua età con maturità e coraggio e, ancor di più, di non farsi sopraffare dalle emozioni, ma di reagire con forza alle prove a cui è stata sottoposta contro la sua volontà. La ragazza di fuoco non è un personaggio egoista, come molti sostengono, ma indipendente e soprattutto diffidente e questo atteggiamento è, a mio parere, comprensibile in una realtà distopica come quella di Capitol City.

  • Descriviti.

81b3wtKCu7L In questo caso ho scelto, senza rimuginarci troppo, “Divergent“, il primo volume dell’omonima saga di Veronica Roth, nei confronti del quale nutro un affetto particolare poiché mi ha permesso di riconquistare la mia passione per la lettura dopo un periodo di stallo. Il titolo di questo libro direi che mi calza a pennello e, allo stesso tempo, mi ritrovo moltissimo nella figura di Tris. Io sono una persona che fa davvero fatica a classificarsi in una determinata categoria; qualsiasi appellativo, terminologia o specifico ambito d’interesse, generalmente, “mi sta un po’ stretto”. Questo, a volte, può rappresentare un ostacolo, soprattutto nel momento in cui è necessario compiere una scelta propendendo per una cosa e rinunciando all’altra; d’altra parte però sento di non avere dei limiti e quindi ho la possibilità di perseguire la felicità seguendo strade e passioni differenti e senza paura di vivere dei cambiamenti importanti nella mia vita.

  • Cosa provano le persone quando stanno con te?

cover_9788866320326_1320_600 Anche in questo caso cito una saga che tuttavia, purtroppo, non ho ancora letto pur conoscendone la trama. “L’amica geniale” è il primo volume dell’omonima tetralogia di Elena Ferrante il cui tema fondamentale è l’amicizia tra due ragazze, piuttosto diverse tra di loro che, nel corso dei libri, affrontano insieme la loro crescita e le esperienze che la vita ha in serbo per loro. Devo ammettere che questa è stata la domanda più difficile a cui rispondere perché in realtà non posso sapere di preciso che sensazioni suscito nei miei amici e famigliari, inoltre non trovavo alcun libro il cui titolo o contenuto soddisfasse i miei requisiti. Alla fine ho avuto questa illuminazione e mi riferisco in particolare al titolo dell’opera, in questo caso, e solo in parte al contenuto. Io credo di essere una persona molto solare quando mi trovo in compagnia e piuttosto autoironica. Mi piace molto chiacchierare sia di argomenti frivoli che più complessi e credo che le persone lo apprezzino. Ritengo che questo titolo possa rappresentare sia la parte più matura di me, ma anche quella più divertente e autoironica, appunto, infatti, molto spesso, mi sento dire “sei un genio!” (o me lo dico anche da sola!), quando inizio a fare dei discorsi tutt’altro che geniali!

  • Descrivi la tua relazione precedente.

7157YbaClNL Nonostante questo non sia il periodo più adatto per affrontare questo argomento, ho finalmente la possibilità, anche questa volta, di citare il mio amato Harry Potter! In particolare ho scelto “Harry Potter e il principe mezzosangue“, ovvero il volume in cui sboccia l’amore tra due personaggi che AMO FOLLEMENTE: Tonks e Remus! Questa coppia, così come i personaggi stessi, il loro vissuto e le loro personalità, che certamente si completano però differenziandosi, e le loro emozioni, capaci di influenzarsi positivamente e negativamente, sono perfetti per parlare di ciò che è stato…

  • Descrivi la tua relazione attuale.

città-di-carta-copertina Vi mostro questa cover di “Città di carta” con l’immagine dei due attori protagonisti, poiché, in realtà, non amo eccessivamente lo stile di scrittura di John Green, pur apprezzando abbastanza la trama delle sue opere; per questo motivo il libro non l’ho letto (anche se non si sa mai in futuro), mentre ho visto il film, che non mi è dispiaciuto. Per quanto Margot, la ragazza protagonista, sia un personaggio che odio e amo, in questo caso la cito perché mi permette di spiegare meglio la mia posizione in merito alla mia situazione sentimentale attuale. Questo per me è un periodo di novità, di cambiamenti, è il momento in cui inizio a costruire il mio futuro, ma, allo stesso tempo, in cui voglio vivere maggiormente il presente. Sento il bisogno di divertirmi, di non avere responsabilità troppo grandi, di viaggiare, di fare nuove esperienze, di sentirmi LIBERA.

  • Dove vorresti trovarti?

cronache-9788804548959 Assolutamente nell’incredibile e fiabesco mondo de “Le cronache di Narnia” meraviglioso fantasy di C.S.Lewis! Fin da piccola, quando ho iniziato ad appassionarmi a questa saga, ho sempre sognato di aprire un armadio e scomparire in un mondo, lontano dalla realtà, che mi avrebbe fatta sentire speciale. Quando ero adolescente mi sentivo sempre fuori luogo, fingevo di essere qualcuno che non ero per sembrare simpatica, ma in realtà non mi piaceva quella parte di me o non mi rappresentava totalmente. Anche all’epoca, come tutt’ora, amavo rifugiarmi nelle storie, immaginare di essere una delle protagoniste di un’incredibile avventura che mi avrebbe resa importante. Mi piaceva l’idea di dover ritornare talvolta nel mondo dei comuni mortali, ma custode di un segreto più grande che gli altri non avrebbero mai compreso.

  • Come ti senti nei riguardi dell’amore?

cover Ho scelto “Qualcuno con cui correre” di David Grossman, libro che ho acquistato anni fa, in un periodo della mia vita in cui avrei avuto bisogno di leggere queste parole e questa trama, ma che tuttavia, purtroppo, mi sta ancora aspettando sulla libreria (non disperare…prometto che ti leggerò presto!!). Per questo motivo, e anche per il fatto che conosco approssimativamente il contenuto dell’opera, in questo caso ho preso in considerazione soltanto il titolo. Per quanto l’amore, come ho già spiegato, sia un’argomento abbastanza dolente in questo periodo, cercherò di essere più oggettiva possibile nell’analizzare il mio pensiero. Io ritengo che due persone che si amano (mi riferisco all’amore tra due fidanzati anche se lo stesso discorso può, in parte, essere valido anche per altre forme di amore) abbiano il compito di affiancarsi l’un l’altro durante il proprio percorso di vita, condividendo esperienze positive e negative, interessi e progetti che spesso possono essere perseguiti insieme. Amare ed essere amati significa affrontare la propria vita insieme ad una persona capace di condividerla e di camminare al nostro fianco e, allo stesso tempo, di dare all’altra persona la possibilità di fare lo stesso. Concludo questa riflessione con una frase di una canzone della mia cantante preferita…

“E non c’è mai stato niente che non si sia condiviso, nemmeno un giorno soltanto in cui non si sia sorriso e ti ho insegnato che in amore puoi donare un paio d’ali ma anche un motivo per restare…” Emma Marrone (In viaggio)

  • Come descriveresti la tua vita?

il-gabbiano-jonathan-livingston-n-e-libro-86286 “Il gabbiano Jonathan Livingston“, opera di Richard Bach, mi ha sempre affascinata fin da quando ero piccola. La prima volta che mi sono approcciata a questa storia è stato attraverso una rappresentazione teatrale a cui ho assistito, organizzata presso le mie scuole medie dai ragazzi di terza. Mi ricordo che i meravigliosi temi trattati, in cui mi rivedevo e mi rivedo tutt’ora, uniti alla recitazione, una delle mie passioni, mi avevano trasmesso una sensazione di spensieratezza e magia. Il gabbiano è uno dei miei animali preferiti perché, almeno per me, è simbolo di libertà, curiosità e ricerca, caratteristiche che contraddistinguono il protagonista del libro, Jonathan. Quest’ultimo non si accontentava di una vita basata sulla semplice ricerca di cibo, lui voleva spingersi oltre, volare per il semplice piacere di farlo, oltrepassare i limiti, staccarsi periodicamente dal branco per ritrovare la propria personalità, la libertà e conquistare il suo destino. Voleva scoprire il mondo e padroneggiarlo senza paura, anche se questo richiedeva di affrontare situazioni pericolose e momenti negativi. Lui tuttavia aveva il desiderio di essere compreso, di raccontare ai suoi fratelli le scoperte che aveva fatto, di condividere al propria felicità con chi amava; purtroppo questo desiderio non sempre poteva realizzarsi perché nella vita è molto più facile accontentarsi. Dopo essere stato bandito dagli altri gabbiani e aver in parte goduto della propria indipendenza che gli ha permesso di viaggiare ancora di più, finalmente i suoi fratelli si sono ricreduti e hanno compreso l’importanza delle scoperte di Jonathan. Ecco…mi piace pensare che la mia vita sia paragonabile a quella di Jonathan…

  • Cosa chiederesti se avessi a disposizione un solo desiderio?

81jFRNAy4yL Per me la lettura, la scrittura e l’apprendimento sono strumenti fondamentali per sentirsi liberi…(sì, adoro la parola libertà). In particolare negli ultimi anni ho realmente compreso il potere che hanno le parole e la cultura. Per questo motivo, tra i diversi titoli che scorrevano sotto i miei occhi, questo è quello che faceva al caso mio, “Lo scaffale infinito” di Andrea Kerbaker. Di desideri ne ho tantissimi, ma uno di questi è sicuramente quello di continuare a dedicare parte del mio tempo alla lettura e all’apprendimento. Inoltre un piccolo grande sogno che coltivo da un po’ di tempo è proprio quello di avere una libreria gigantesca in cui collocare tutti i libri e gli oggetti libreschi che possiedo e spero tanto di iniziare, piano piano, a realizzarlo.

  • Di qualcosa di saggio.

phpThumb_generated_thumbnailjpg Cito nuovamente “Veronica decide di morire” di Paulo Coelho, autore che amo profondamente e che spero di approfondire con ulteriori letture. Io ritengo che questo libro possa essere interamente definito “qualcosa di saggio” perché è ricco di insegnamenti molto profondi che svelano il senso della vita e indicano il modo migliore per afferrarlo. Come avevo già affermato in un altro articolo, mi risulta difficile parlare di questo libro e di ciò che mi ha lasciato, per cui, in questo caso, non posso che consigliarvi la sua lettura!

  • Una musica.

La musica, come la lettura, è una parte fondamentale della mia vita, per questo non sono riuscita, in questo caso, a scegliere meno di due libri che hanno a che fare con questo argomento. Il primo che vedete, “Dentro è tutto acceso“, è un’autobiografia di Emma Marrone, redata da lei, il cui titolo riprende una frase della sua canzone “Adesso (ti voglio bene)”. Si tratta di un libro breve dallo stile piuttosto semplice, ma che ho apprezzato molto in quanto, come già accennato, Emma è la cantante italiana che apprezzo di più, che mi ha accompagnata durante tutti gli anni delle medie e delle superiori e che mi ha permesso di provare emozioni molto forti e di conoscere tante persone che, nel bene e nel male, sono state importanti e che ricordo con affetto. Per cui, anche se questo non è un libro eccezionale, io ci sono profondamente legata. “Noi siamo infinito” è uno dei miei libri e film preferiti, sicuramente molto diverso dal primo e, in questo caso, il tema principale non è la musica, nonostante questa abbia un ruolo importante nella storia dei protagonisti. Inutile riassumervi il contenuto poiché credo che tutti lo conosciate (altrimenti leggete questo libro!!!); la musica è il filo conduttore della trama e unisce i ragazzi in un profondo legame di amicizia. La musica in questo caso rappresenta la libertà, l’infinito, le possibilità, il futuro, la speranza, la trasgressione, la giovinezza… e per questo non potevo non citare questo titolo. Inoltre la colonna sonora del film è straordinaria e amplifica le emozioni positive trasmesse dalla storia.

  • Chi o cosa temi?

5928415_343489 “Il caso della donna che smise di mangiare” di Paolo Crepet è un libro che non sono riuscita ad apprezzare, ma che mi ha colpita piuttosto negativamente; affronta, anche se in modo, a mio parere, poco approfondito, il tema dell’anoressia e le sue cause. Per rispondere a tale domanda, tuttavia, non mi riferisco a questo disturbo del comportamento alimentare, bensì alla fragile e poco chiara personalità di questa ragazza/donna, personaggio che ho “odiato” praticamente per tutto il tempo della mia lettura. Fausta sicuramente vive in un contesto familiare poco stimolante e affettivo, e forse per questo va compresa, ma d’altra parte odio il fatto che si sia completamente abbandonata alle sue fragilità, non mostrando però realmente le sue emozioni e paure che sembrano sempre filtrate. Non riesce a trovare la spinta per reagire e sembra non preoccuparsi in modo eccessivo dei suoi comportamenti e del suo stile di vita ed è proprio questo che mi spaventa. E’ entrata in un circolo vizioso di rassegnazione ad una condizione misera e non manifesta realmente il desiderio di uscirne fino a quando scopre la sua passione e predisposizione per la scrittura. Da questo momento in poi le vicende e anche la vita della protagonista sembrano prendere una piega diversa, e per questo immaginavo un finale più positivo ed interessante. Fausta vuole cambiare, si impegna e ricomincia a mangiare per riuscire ad affrontare gli studi, ha dei risultati molto positivi e conosce anche un ragazzo verso il quale tuttavia non riesce a provare sentimenti autentici. Le sue emozioni continuano ad essere sfumate e il circolo vizioso ricomincia. Neanche la nascita della figlia, nei confronti della quale lei nutriva molte speranze, riesce a modificare la sua passività e dunque l’esperienza di Fausta resta invariata. La lettura di questo libro ha generato in me una profonda angoscia e il timore di poter, in qualche modo, paragonarmi alla protagonista in futuro…spero che non capiti mai né a me né a nessun altro!

  • Un rimpianto.

7f4f5234-c35a-4713-9805-ab1eaca80b2d Io sinceramente, forse anche perché sono giovane,  non credo di avere molti rimpianti, ma pensando ai temi trattati nel libro “Tredici” di Jay Asher ho iniziato a riflettere su alcuni episodi che mi hanno vista coinvolta quando ero bambina. Durante il periodo delle elementari avevo iniziato a cantare nel coro della chiesa; poco tempo dopo alcune bullette più grandi di me avevano iniziato a prendermi di mira per la mia timidezza, le mie forme e perché, semplicemente, all’epoca ero ingenua e dunque rappresentavo una facile preda. In realtà, dentro di me, ero molto più forte di quello che sembrava, per cui non ho vissuto questa esperienza negativa in modo eccessivamente traumatico; a volte queste ragazze mi facevano quasi ridere, perché mi rendevo conto della loro piccolezza e stupidità. Ma ci sono stati degli episodi sicuramente più forti da affrontare: parole urlate dalle finestre della scuola, amiche che in realtà non lo erano e che si sentivano grandi se appoggiavano le bullette, insegnanti che non credevano alle mie parole. Crescendo le cose sono migliorate e io stavo per lasciare il coro, ma avevo notato che queste ragazze avevano iniziato a puntare una bambina più piccola, timida e insicura quanto lo ero io. Il rimpianto che ho è quello di non aver parlato seriamente sia con gli insegnanti che con le bullette stesse, perché forse avevano bisogno che qualcuno aprisse loro gli occhi e le aiutasse a crescere.

  • Un consiglio per chi è più giovane.

NZO Ho scelto “Alice nel paese delle meraviglie” di Lewis Carroll, favola per bambini, ma adatta a qualsiasi età. E’ il manifesto della contrapposizione tra il mondo degli adulti e il mondo dei più piccoli, basato sulla fantasia e i sogni ad occhi aperti, che tanto fanno innervosire genitori ed insegnanti. Consiglio questa lettura non solo a chi è più giovane, ma soprattutto a chi ha dimenticato cosa significa essere dei sognatori. Consiglio invece alle giovani generazioni di approcciarsi al mondo della fantasia attraverso i libri, i giochi creativi, i colori e gli amici, di non ascoltare sempre le parole complicate degli adulti che avvicinano ad una realtà più difficile e spesso sbagliata, di perdersi il più possibile tra le nuvole e di non essere ostacolati da regole imposte dalla società. Il bambino ha il diritto di sognare e nessuno dovrebbe impedirglielo. Infine consiglio ai genitori di non spingere i figli ad utilizzare le nuove tecnologie per tranquillizzarli quando piangono o si lamentano, come una volta si faceva con le caramelle e il cioccolato, perché è vero che la nostra società è incentrata sull’uso delle tecnologie, ma allo stesso modo, per poterle utilizzare, è necessario sviluppare spirito critico, che il bambino, purtroppo o per fortuna, ancora non ha.

  • Da evitare accuratamente!

phpThumb_generated_thumbnailjpg-1.jpeg Per quest’ultima categoria cito “Il ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde. Ovviamente consiglio la lettura di questo classico, ma invito chiunque a non perseguire i principi che hanno investito il protagonista del romanzo. Dorian non riusciva ad accettare che il suo fascino sfumasse, aveva paura di invecchiare, ma questa mancata accettazione lo ha condotto all’invecchiamento della sua anima. Il percorso di cambiamento che il nostro fisico vive nel corso degli anni non è facile da affrontare, soprattutto per le persone più fragili e che attribuiscono un’importanza eccessiva all’aspetto esteriore. A mio parere è fondamentale accettare noi stessi per ciò che siamo e diventiamo, valorizzando tuttavia i nostri pregi, in particolare quelli che non potranno mai sfumare, ovvero la nostra personalità e i nostri valori. Per mantenersi giovani non serve ritoccare il proprio corpo fingendo che gli anni non stiano passando, ma sicuramente il movimento, la lettura, la comunicazione e uno stile di vita adeguato ci permettono di mantenerci in forma sia fisicamente che mentalmente e di accettare anche il periodo della vecchiaia con maggiore serenità.

Sono giunta alla fine di questo book tag! E nel frattempo qui c’è stata una forte scossa di terremoto…per fortuna non sembra essere successo niente!

Vi auguro una buona serata e, se vi va, fatemi sapere che libri avreste scelto voi!

A presto,

M.P.

I preferiti del mese

Copia di misunderstoodphilosopherslibrary

“La vita può essere capita solo tornando indietro; ma deve essere vissuta andando avanti.” Soren Kierkegaard

Buon pomeriggio filosofi e buona domenica!

Cosa state leggendo in questi giorni? Io finalmente ho iniziato “Cinder” di Marissa Meyer, il primo dei 4 libri che compongono le “Cronache lunari” e mi sono subito innamorata (a dire il vero ancora prima di iniziarlo) di questo retelling della favola di Cenerentola ambientato in una Pechino distopica!

Oggi sono qui per inaugurare una nuova rubrica che probabilmente conoscerete già: i preferiti del mese.

Al termine di ogni mese, vi parlerò delle letture, film, oggetti, prodotti ed esperienze che mi hanno accompagnata durante le settimane appena trascorse e che ho apprezzato maggiormente. Propongo anche io sul mio blog questa rubrica poiché la trovo interessante e divertente e semplicemente per condividere con voi ciò che mi ha colpita e gli avvenimenti che mi hanno strappato un sorriso e mi hanno arricchita!

Inizio dunque a parlarvi dei preferiti del mese di AGOSTO che ho suddiviso in 8 categorie:

  • Il LIBRO del mese

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Durante il mese di agosto non ho letto moltissimi libri, ma, tra quest’ultimi, parecchi sono quelli che mi hanno colpita ed entusiasmata e, per tale motivo, non riesco a sceglierne soltanto uno. Le letture che ho preferito in assoluto sono “Harry Potter e i doni della morte” della mia amata J.K.Rowling e “Veronika decide di morire” di Paulo Coelho. Negli articoli precedenti avevo già manifestato il mio apprezzamento nei confronti di questi due libri meravigliosi, quanto diversi tra di loro; il primo mi ha tenuta letteralmente incollata alle pagine, mentre il secondo mi ha fatta riflettere moltissimo, a tal punto che la sua lettura mi ha richiesto del tempo per poter rielaborare le informazioni e interiorizzarle, nonostante il linguaggio sia molto semplice e scorrevole. L’ultimo capitolo della saga di Harry Potter è certamente uno di quelli che ho apprezzato di più perché mistero, azione e sentimenti profondi si intersecano in un fantasy perfetto che ha in realtà come tema principale la morte, sotto diverse sfaccettature, contrastata, come sempre del resto, dalla potenza dell’amore. (So di aver letto i libri di Harry Potter ad un’età “avanzata” rispetto a molti di voi, ma vi prego…non datemi della babbana!)

“Essere stati amati tanto profondamente ci protegge per sempre, anche quando la persona che ci ha amato non c’è più. E’ una cosa che ci resta dentro, nella pelle.” Albus Percival Wulfric Brian Silente

Veronika decide di morire” è, secondo me, un libro che va letto almeno una volta nella vita ed è così profondo che risulta difficile raccontarlo. Veronica inizialmente è una ragazza che non conosce ancora nulla sulla vita e sulla sua persona; il suo atto tragico e drastico, tuttavia, la conduce verso una totale e profonda consapevolezza di sé e della sua esistenza proprio quando quest’ultima sembra sfuggirle dalle mani. Consiglio questa lettura davvero a chiunque!

  • Il FILM del mese

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Non è mai troppo tardi per maturare una grande passione per “Il signore degli anelli“! Durante gli ultimi giorni d’agosto, mio fratello mi ha finalmente convinta a guardare il primo film che mi ha subito colpita ed incuriosita. Ho apprezzato molto le ambientazioni e la maggior parte dei personaggi e trovo che gli Hobbit siano super carini! Si sono quindi susseguiti i restanti due film che mi hanno coinvolta ancora di più. Adesso non resta che recuperare anche i libri che non possono mancare nel mio repertorio!!

Lo scorso mese ho anche guardato il primo episodio di “Once upon a time” perché era da parecchio tempo che avevo il desiderio di appassionarmi a qualche serie TV, tuttavia non ho più avuto il tempo di proseguire con gli episodi successivi.

  • La CITAZIONE del mese

“Il mondo è un libro e chi non viaggia legge solo una pagina.”

Questa semplice frase è stata per me molto importante e significativa. Qualche settimana fa mi sono recata a Trento per trovare un appartamento dove trascorrere i miei prossimi cinque anni. Tra pochi giorni infatti inizierò l’Università, un’avventura che reputo entusiasmante e stimolante, ma che genera anche molte preoccupazioni. La ricerca del mio futuro alloggio non è stata semplicissima e i primi appartamenti che ho visitato erano davvero deludenti. Dopo alcune ore, finalmente, ho trovato il posto giusto per me. All’interno di un appartamento spazioso, luminoso e accogliente, che ospiterà altre 5 ragazze, ho individuato una grande stanza singola e il mio sguardo è stato attirato da questa frase, scritta sulla parete dietro al letto, che mi ha, in qualche modo, chiamata e convinta ad accettare quell’appartamento che, fin dal primo momento in cui sono entrata, mi ha fatta sentire a casa.

  • La CANZONE del mese

Questo è davvero un periodo particolarmente strano della mia vita e ho iniziato ad avere delle fisse strane (ci tornerò dopo su questo argomento) e nell’ultimo mese ho ascoltato in continuazione “Beauty and the Beast“, colonna sonora del omonimo film uscito quest’anno (la sto ascoltando proprio adesso!). Inoltre ho deciso che voglio imparare a suonare al pianoforte “Alice’s theme“, la colonna sonora di “Alice in Wonderland“, che tuttavia è davvero difficile…spero di farcela! Infine, uno dei cd che ho ascoltato di più in assoluto durante tutta la stagione estiva è “Divide” di Ed Sheeran, lo trovo stupendo dalla prima all’ultima canzone!

  • L’OGGETTO del mese

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Gli oggetti che ho amato ed utilizzato di più durante il mese di agosto sono stati due: la mia meravigliosa Instax Mini 8 e il mio nuovo MacBook che sto usando proprio in questo momento. La Instax è una macchina fotografica molto carina, che si può trovare in diversi colori e che funziona come una polaroid, ovvero, dopo aver scattato una fotografia, quest’ultima esce direttamente da una fessura collocata sulla parte superiore della macchinetta. Ho ricevuto la Instax come regalo di compleanno e la adoro perché mi permette di scattare le foto più significative e portarle sempre con me e sicuramente userò queste piccole immagini per decorare e personalizzare al mia nuova stanza. Per quanto riguarda il secondo oggetto, era da mesi che dicevo di dover acquistare un nuovo computer da utilizzare principalmente per lo studio e pochi giorni fa, grazie al contributo dei nonni e della mamma, ho comperato finalmente il MacBook. Ammetto di non essere molto abile a livello informatico, ma piano piano sto imparando come utilizzare questo fantastico strumento!

  • Il PRODOTTO del mese

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Per quanto riguarda la moda e i cosmetici, non sono certo la persona più indicata per dare consigli, ma anche io ho dei prodotti preferiti. Durante il mese di agosto ho apprezzato in particolare questi due rossetti, il primo (a sinistra) è un rosso acceso della Matt, mentre il secondo (che in realtà è di mia madre) è un rosa lucido e piuttosto chiaro di Deborah; infine ho adorato, e continuo ad adorare, questi ombretti nelle varie tonalità di marrone.

  • Il RICORDO del mese

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Durante i primi giorni di agosto ho fatto un viaggio meraviglioso ad Amsterdam insieme alla mia famiglia e lo ricordo con gioia, spensieratezza e un grande sentimento di libertà che mi accompagna durante tutti i miei viaggi. La città è piccola e luminosa, soprattutto grazie ai numerosi canali, ed è anche molto sicura, tranquilla e vivibile. Il primo giorno abbiamo visitato il Madame Tussauds e il museo di Van Gogh e verso sera abbiamo percorso i canali di Amsterdam con il battello. I giorni successivi sono stati dedicati agli allegri mercatini della città, tra cui quello galleggiante che si trova sospeso sopra un canale e vende principalmente fiori e piante. Molto emozionante è stata la visita al museo di Anne Frank, una tappa a mio parere imperdibile, mentre sono stata piuttosto delusa dal N.E.M.O., il museo della scienza, vivace, ma forse più adatto ai bambini. Infine mi hanno colpito positivamente il Rijks Museum, che racchiude un vasto repertorio artistico e anche musicale del Seicento, e, negativamente, il quartiere a luci rosse, tappa tuttavia caratteristica della città.

  • La FISSA del mese

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Io sono una di quelle persone che sviluppano delle fisse incredibili per qualunque tipo di argomento e per un tempo prolungato, per poi appassionarsi a tutt’altra cosa per altrettanto tempo e così via…esiste qualcun altro con questi problemi?!

Be’, agosto è stato il mese dei FUNKO POPS e…rullo di tamburi…della DISNEY! Per quanto riguarda la prima fissa, in realtà ho sempre adorato i Funko pops ma mai quanto in quest’ultimo periodo. La mia lista desideri di Amazon ammonta circa a 700 euro! Per il momento ne ho accumulati soltanto sette, ma presto la mia libreria (quando ne avrò una un po’ più spaziosa) sarà affollata!

Parlando della Disney, mi ricollego alla categoria della canzone del mese e anche alla citazione del filosofo Kierkegaard riportata all’inizio dell’articolo. In questo periodo di post maturità e pre università ho fatto una sorta di viaggio a ritroso verso il mondo dell’infanzia e la mia fissa per la Disney ne è una prova. Ultimamente sto cercando di riguardare i classici Disney, che non ricordavo più perché avevo perso interesse nei loro confronti parecchi anni fa, leggo le storie originali delle fiabe oppure i retelling (come nel caso di “Cinder“) e, ovviamente, le mie due fisse si sono in parte plasmate generando una vera e propria simpatica ossessione nei confronti dei Funko pops della Disney! In questo periodo di cambiamento, che sto vivendo con grande entusiasmo e positività, sento ogni tanto il bisogno di tornare indietro, recuperare alcune caratteristiche della mia personalità che avevo lasciato per strada, ma questo non significa che io voglia scappare, ma semplicemente comprendere completamente me stessa, ricapitolare la mia vita per poi andare avanti, verso una nuova esperienza che riserva sicuramente grandi opportunità.

Buona serata e a presto!

M.P.

 

 

 

 

 

Harry Potter tag

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“I motivi che spingono a esercitare la magia sono facilmente riconoscibili: sono i desideri dell’uomo. Ora, basta semplicemente ammettere che l’uomo primitivo ha una straordinaria fiducia nel potere dei suoi desideri. In fondo tutto ciò che egli realizza per via magica deve accadere soltanto perché egli lo vuole.” Sigmund Freud

Buonasera filosofi, come avete trascorso la giornata?

Io oggi sono stata impegnata nell’organizzazione di una piccola mostra d’arte qui nel mio paese e dunque sono riuscita connettermi soltanto ora.

Questa sera desidero condividere con voi lettori una mia grandissima passione: quella per Harry Potter e il suo magico mondo. Perciò ho deciso di cominciare l’articolo con questa meravigliosa citazione, incentrata sul tema della magia, di Sigmund Freud, filosofo e, soprattutto, padre della psicanalisi, le cui teorie hanno rivoluzionato profondamente il panorama filosofico e non solo.

Come avevo già accennato nel mio primo articolo, mi divertono moltissimo i Questions tags e i Books tags e quindi oggi vi porto l’Harry Potter tag!! Vi confesso che era da mesi che desideravo farlo, per cui direi di cominciare dato che le domande sono parecchie!

  • Quando e come hai conosciuto Harry Potter e il suo mondo?

Io mi sono approcciata al magico mondo di Hogwarts innanzitutto attraverso i film. Non ricordo esattamente in che occasione ho visto per la prima volta “Harry Potter e la pietra filosofale“, ma durante il periodo delle elementari era certamente uno dei miei film preferiti e lo guardavo in continuazione. Tuttavia io sono strana, lo ammetto, e, chissà per quale assurdo motivo, avevo deciso che le saghe troppo lunghe non mi sarebbero mai piaciute, per cui ho continuato a guardare sempre il primo film, non ho voluto leggere i libri (e probabilmente non sapevo neanche della loro esistenza nonostante io abbia sempre amato la lettura) e dopo un po’ ho totalmente perso interesse nei confronti di questo fantasy. Tre anni fa, dopo essermi appassionata casualmente alla saga di “Divergent” di Veronica Roth guardando, anche in questo caso, il primo film, ho riscoperto anche Harry Potter! Ho deciso di leggere “La pietra filosofale” e me ne sono follemente innamorata e ho trascorso l’intera estate a guardare e riguardare tutti gli otto film. Il resto dei libri l’ho letto successivamente e ovviamente l’ho adorato fin proprio alla fine.

  • In che ordine hai letto i libri?

Ovviamente dal primo al settimo! (Non ho ancora letto “La maledizione dell’erede” che mi incuriosisce, ma, allo stesso tempo, mi spaventa alquanto).

  • Qual’è il tuo libro preferito? E quello che non ti è piaciuto?

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E’ molto difficile rispondere a questa domanda perché adoro tutti i libri di Harry Potter, ma quello che mi ha tenuta maggiormente incollata alle pagine è stato quasi sicuramente “Harry Potter e il calice di fuoco“. L’ho adorato non tanto per la presenza del Torneo Tremaghi, ma, in particolare, perché è strutturato come un romanzo giallo, e questo emerge soprattutto alla fine del volume. I dettagli, perfettamente incastrati tra loro come in un puzzle, in merito alla storia di Mr. e Barty Crouch e della loro elfa domestica Winky mi hanno stregata. Mi ha fatta ridere la figura di Rita Skeeter, rappresentata in modo caricaturale e inoltre vengono nominate per la prima volta le maledizioni senza perdono. Per quanto riguarda la seconda domanda, nessuno dei libri di questa saga non mi è piaciuto, ma forse quello a cui sono meno affezionata è “La camera dei segreti“.

  • Qual è il tuo personaggio MASCHILE preferito?

NevilleHBP “Esistono molti tipi di coraggio. Affrontare i nemici richiede notevole ardimento, ma altrettanto ne occorre per affrontare gli amici. E pertanto… attribuisco dieci punti al signor Neville Paciock.” Silente (H.P. e la pietra filosofale)

Senza alcun dubbio Neville Paciock o, come preferisco chiamarlo, Neville Longbottom è il mio personaggio preferito in assoluto. Da piccola lo adoravo, forse perché ho sempre avuto un debole per i personaggi meno considerati e più imbranati e mentre leggevo i primi capitoli della saga ero convinta che Neville fosse più adatto alla casata di Tassorosso. Tuttavia questo personaggio è cresciuto moltissimo nel corso dei libri, ed è diventato un vero e proprio Grifondoro! Molti continuano a considerarlo un fifone, io ritengo invece che lui avesse semplicemente bisogno di trovare l’occasione giusta per emergere e farsi valere e questo è certamente riscontrabile ne “I doni della morte“.

  • Qual è il tuo personaggio FEMMINILE preferito?

In questo caso la scelta è più difficile. Sono combattuta tra due personaggi che adoro, le cui vite si intrecciano fortemente, ma le cui personalità sono totalmente opposte; sto parlando di Bellatrix Lestrange Ninphadora Tonks, entrambe appartenenti alla dinastia dei Black. La prima è una cattiva di quelle vere, un personaggio molto ben caratterizzato, a parer mio, e i cui atteggiamenti sono talmente enfatizzati da generare simpatia nei suoi confronti. Inoltre è una pazza da legare e per questo, devo dire, mi fa veramente ridere. Tonks è un’altro di quei personaggi goffi ed imbranati che adoro! Mi rivedo moltissimo in lei, nella sua personalità, ma anche nel suo look e inoltre appartiene alla casa di Tassorosso, la mia preferita!

  • Quali personaggi non sopporti?

Per quanto irritante, assurda e odiosa sia Dolores Umbridge, non intendo rispondere a questa domanda con il suo nome. Devo dire che in realtà non mi dispiace come personaggio: la trovo coerente e in parte ridicola e inoltre è, a mio parere, uno dei personaggi che caratterizza “Harry Potter e l’ordine della fenice“. Non sopporto invece Percy WeasleyGazzaDraco, LuciosCodaliscia e, infine, il professor Lumacorno. Il primo è stato capace di voltare le spalle alla sua meravigliosa famiglia per inseguire la sua ossessione di fare carriera, offrendo, peraltro, il proprio appoggio a persone sbagliate, per poi pentirsene. Gazza semplicemente è un personaggio ottuso e insulso, ma in parte fa anche pena. Draco l’ho odiato dal primo fino all’ultimo libro (chiedo scusa alle sue fan più accanite); lo reputo un ragazzo codardo, incapace di gestire le situazioni che lo spaventano e per cui costretto in certi casi a richiedere l’intervento del padre che, tuttavia, non si differenzia molto dal figlio. Lui non è un cattivo, ma neanche un buono, ma cerca di mostrarsi invincibile vantandosi di fronte agli amici. Codaliscia è un finto Grifondoro, infatti non ha mai dimostrato di avere coraggio, ma semplicemente ha trascorso la sua vita a nascondersi dietro personalità più forti e potenti di lui. Trovo infine che il professor Lumacorno, per quanto buffo, sia piuttosto ipocrita: sceglie di avvicinare determinati studenti solo in base alla loro posizione sociale e, pur essendo un bonaccione, detesto, anche in questo caso, la sua codardia.

  • Dai a tutti i libri un voto da 1 a 10 e spiega il perché 

Cercherò di essere più breve possibile (sto scrivendo tantissimo e siamo solo all’inizio!)

HP E LA PIETRA FILOSOFALE: 8 E’ l’inizio di tutto e per questo sono davvero affezionata al primo volume e inoltre adoro le prove che il Golden trio è costretto ad affrontare alla fine. Lo stile tuttavia è molto semplice e dunque più adatto ad un pubblico infantile.

HP E LA CAMERA DEI SEGRETI: 7 Come ho detto è il libro che apprezzo di meno. Lo stile, anche in questo caso, risulta semplice e i personaggi sono ancora ragazzini. La storia tuttavia è molto interessante poiché compare, a nostra insaputa, il primo horcrux.

HP E IL PRIGIONIERO DI AZKABAN: 9 E’ uno dei miei preferiti. Adoro moltissimo i viaggi nel tempo e inoltre mi sono affezionata alla storia dei Malandrini. Le vicende narrate sono diverse rispetto a quelle degli altri libri poiché Voldemort in questo caso non è presente. Il nuovo “nemico” risulta essere Sirius Black, ma alla fine il colpo di scena è assicurato. Qui emerge una Rowling molto più dettagliata e il suo stile sta evolvendo.

HP E IL CALICE DI FUOCO: 10 Avendone già discusso sufficientemente, non mi dilungo troppo. L’ho adorato per il mistero e i colpi di scena e l’ho trovato molto avvincente. L’unica pecca è forse la parte iniziale, totalmente dedicata alla coppa del mondo di Quidditch, che può risultare un po’ noiosa.

HP E L’ORDINE DELLA FENICE: 9 Non ho nulla da dire nei confronti di questo capitolo. Lo stile è magnifico, le ambientazioni anche e lo stesso vale per i personaggi che incontriamo per la prima volta (Luna in particolare). Tuttavia credo che la profezia non sia altro che la conferma di un fatto ormai risaputo e per questo non sono rimasta eccessivamente colpita.

HP E IL PRINCIPE MEZZOSANGUE: 9 Devo ammettere che ho letto questo libro in un periodo in cui ero molto stanca, ovvero subito dopo gli esami di maturità e per questo non l’ho apprezzato come avrei potuto. La trama tuttavia è fantastica e la cosa che ho amato di più è stata sicuramente la vera storia di Tom Riddle.

HP E I DONI DELLA MORTE: 10 Sicuramente il secondo posto in ordine di preferenza è occupato dall’ultimo libro. Meraviglioso, perfetto, completo. Ogni dettaglio si collega perfettamente con gli avvenimenti presenti nei volumi precedenti. Nulla viene lasciato al caso. Sono stata assorbita dall’atmosfera cupa che aleggiava tra le pagine, in cui, tuttavia, risaltavano il valore e la forza dell’amicizia, capaci di contrastare la paura.

  • Qual è la migliore trasposizione cinematografica? Quale la peggiore?

La migliore è sicuramente, a mio parere, “Harry Potter e il prigioniero di Azkaban” in cui è stato rappresentato, in modo molto accurato, in particolare il viaggio nel tempo di Hermione ed Harry. Non ho mai amato invece “Harry Potter e il calice di fuoco“. La prima volta che ho visto il film non ho capito fino in fondo la trama, tutto si concentra sul Torneo Tremaghi, mentre ciò che rende questo libro il mio preferito manca quasi completamente o comunque non risulta rilevante.

  • Qual’è secondo te l’ambientazione migliore? Quale la peggiore?

La mia ambientazione preferita è l’UFFICIO MISTERI praticamente assente nel film, dove compare solo la stanza delle profezie. L’ambientazione che forse apprezzo di meno è Hogsmade, poiché non la trovo eccessivamente originale.

  • Qual è il tuo Weasley preferito? Quale quello che non puoi neanche sentir nominare?

Il mio preferito è il papà Weasley, Arthur! Lo trovo buffissimo, buono, imbranato, fedele e molto simpatico. Percy invece è quello che non posso sentir nominare.

  • Qual è la tua creatura fantastica preferita?

Sicuramente il molliccio! Lo trovo affascinante. E’ una creatura capace di assumere le sembianze della nostra più grande paura, legge dentro l’anima delle persone individuando una fobia che talvolta può essere anche sconosciuta alla persona stessa. Geniale.

  • Qual è il tuo mangiamorte preferito?

Bellatrix

Ovviamente Bellatrix. E’, come già accennato, una cattiva con la C maiuscola, fedele a Voldemort con tutte le sue forze, fedele ai suoi ideali a cui non ha mai rinunciato.

  • Qual è il tuo patronus?

Su Pottermore ho scoperto che il mio patronus è un piccolo uccellino. Io credo però che il mio patronus potrebbe essere o una foca, il mio animale preferito che manifesta la parte ingenua della mia personalità, o un gabbiano, libero e indipendente.

  • Se fossi a Hogwarts, quale sarebbe il tuo passatempo preferito?

Credo proprio che canterei nel coro della scuola!

  • Quale tra i Big 7 è il tuo preferito?

Senza dubbio la mitica Emma Watson. Lei è una delle mie attrici preferite in assoluto. Adoro anche Helena Bonham Carter, anche se non fa parte dei Big 7.

  • Qual è il tuo professore preferito?

Per quanto Severus Snape sia uno dei personaggi che preferisco, non lo vorrei mai come insegnante! Apprezzo invece moltissimo il professor Remus Lupin, forse il migliore, insieme alla professoressa McGranitt, che ha insegnato a Hogwarts negli ultimi anni.

  • Qual è il tuo incantesimo magico preferito?

Dato che sono una persona piuttosto pigra in certe situazioni, dico senza esitazione accio! Adoro tuttavia anche Imperio, credo che potrebbe essere davvero molto utile, ma mi affascina anche Oblivion…

  • Hai letto libri di Harry Potter non scritti dalla Rowling? Se sì quali?

Ne possiedo diversi, anche se sono acquisti relativamente recenti, per cui non ho ancora trovato il tempo di leggerli o di completarli (come nel caso del primo). “Harry Potter dalle pagine allo schermo“, “Animali fantastici, la magia del film“, “Harry Potter e i doni della morte parte 1 dietro le quinte“, “Guida completa alla saga di Harry Potter” di Francesca Cosi e Alessandra Repossi, “Il libro magico degli incantesimi per i fan di Harry Potter“, “A tavola con Harry Potter” di Barbara Paoletti e Luisa Vassallo, “Harry Potter l’avventura di crescere” di Rita Ricci e infine “Biografia di J.K.Rowling” di Marina Lenti.

  • Possiedi qualche gadget potteriano?

Sì, troppi! (anche se non sono mai troppi…)

  • Qual è la tua citazione preferita?

“Certo che sta succedendo dentro la tua testa, Harry, ma perché diavolo dovrebbe voler dire che non è vero?”

  • Chi avresti voluto che non morisse e chi avresti lasciato volentieri morire?

Assolutamente nessuno! Io adoro la storia esattamente così com’è; mi sono molto affezionata ai personaggi, ma so che dietro ogni morte c’è un significato designato dall’autrice. Io adoro scrivere e devo ammettere che non mi dispiacerebbe, in un eventuale romanzo, “uccidere” dei personaggi amati dai lettori. Sono comunque felice di non aver letto della morte di uno dei tre protagonisti e invece, essendo comunque una buona, ho tirato un sospiro di sollievo in seguito alla morte del Signore Oscuro.

  • Ti saresti aspettato un finale diverso? Se sì come lo avevi immaginato?

No, come ho detto prima adoro la storia così com’è. Inoltre non avevo idee in merito al finale della saga per cui nulla avrebbe potuto deludermi.

  • Qual è la tua materia preferita? Quella che non studieresti volentieri?

La materia che mi incuriosisce di più è pozioni, mentre quella che non vorrei studiare e divinazione, mi renderebbe ancora più ansiosa!

  • Cosa sceglieresti tra un gufo, un gatto e un rospo?

Sarò banale, ma molto probabilmente un gatto. Io amo i gatti, sono bellissimi, morbidi, ma anche indipendenti. Sicuramente il gufo mi farebbe comodo ad Hogwarts, ma lo percepisco come un animale poco amichevole, anche se non so il perché.

  • In che casa vorresti essere smistato? In quale ti rifiuteresti di andare?

Questione piuttosto dibattuta (il mio specchio potrebbe confermarlo)… La mia casa preferita in assoluto è ed è sempre stata sicuramente TASSOROSSO, o meglio, Hufflepuff, tuttavia mi ritengo una testurbante. Ho molte caratteristiche che si addicono anche a Serpeverde e soprattutto a Corvonero, per cui forse l’unica casa che non mi rispecchia è Grifondoro. Nonostante questo, mi rifiuterei categoricamente di essere smistata in Serpeverde perché, nonostante io sia una persona ambiziosa e in parte interessata a creature oscure e misteriose, non andrei mai e poi mai d’accordo con i miei compagni e mi sentirei sempre fuori posto.

  • Qual è il dono della morte che preferisci?

In questo caso non ho mai avuto dubbi… il mantello dell’invisibilità!

  • Qual è la tua coppia preferita della saga? Quale non sopporti?

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La mia coppia preferita in assoluto e Lupin/Tonks. La trovo perfetta. L’amore tra questi due personaggi meravigliosi è vero, puro, dolce e potente allo stesso tempo. Per quanto riguarda la seconda domanda, faccio davvero fatica a trovare una risposta: approvo tutte le coppie create dalla Rowling. Inoltre non mi sarebbe dispiaciuta la coppia Harry/Luna e invece sono rimasta male dal mancato fidanzamento tra Neville e Luna!!

  • Cosa rappresenta per te Harry Potter e cosa diresti a zia Jo se avessi la possibilità di parlare con lei?

“Harry Potter” è, per me, una grande passione e soprattutto una spalla su cui piangere… come se fosse uno dei miei migliori amici, capace di risollevarmi il morale anche nelle giornate più buie…

“…bisogna solo ricordarsi di accendere la luce!”

“Harry Potter” è in assoluto la saga fantasy che amo di più; è ricca di insegnamenti, spunti di riflessione ed è così perfettamente dettagliata da risultare assolutamente geniale. Se avessi l’onore di parlare a zia Jo e di confrontarmi con lei credo che innanzitutto mi congratulerei per la sua straordinaria gestione della storia…se per caso dovessero venirti dei dubbi nel corso della lettura, stai certo che molto presto troverai la risposta! Mi piacerebbe inoltre chiederle dei consigli di scrittura e letterari e confrontarmi con lei in merito ai suoi gusti potteriani! (Chissà come risponderebbe alle domande di questo Questions tag?!). Infine la ringrazierei con grandissimo affetto e stima e, conoscendomi, la abbraccerei forte.

Il tag è finito e ormai è ora di augurarvi la buonanotte! Spero di non avervi annoiati… io mi sono divertita moltissimo!

Al prossimo articolo,

M.P.

RECENSIONE: la strana biblioteca

Copia di misunderstoodphilosopherslibrary

“Gli uomini in stato di veglia hanno un solo mondo che è loro comune. Nel sonno, ognuno ritorna a un suo proprio mondo particolare.” Eraclito

Buonasera filosofi…o dovrei dire buonanotte?

come promesso ho iniziato questo articolo con una citazione filosofica di Eraclito, pensatore dell’antica Grecia. Queste poche righe direi che costituiscono un ottimo punto di partenza per recensire un libro le cui vicende sono inserite in una misteriosa e macabra dimensione onirica.

La-strana-bibliotecaScorrendo i volumi presenti nella mia libreria, la mia curiosità è stata solleticata da questo sottile libricino, in copertina rigida, che avevo acquistato alcuni mesi fa e non avevo ancora avuto l’occasione di leggere: “La strana biblioteca” nel noto autore giapponese Murakami Haruki.

Il libro si compone di sole 75 pagine; si tratta di una novella, o meglio, di una breve quanto stranissima fiaba la cui lettura richiede davvero pochi minuti. Non avevo alcuna idea in merito alla trama di questa storia e, al termine del libro, ho provato una sensazione di angoscia e sospensione. Desidero raccogliere qui le mie riflessioni, subito dopo avervi presentato le vicende narrate (ovviamente senza spoiler), sperando di potermi confrontare con qualcuno in merito al significato nascosto di questa breve novella.

TITOLO, CASA EDITRICE E COPERTINA: “La strana biblioteca”, edito da Einaudi, è un titolo che ho trovato fin da subito accattivante; essendo io una grande appassionata di libri (non l’avevate capito immagino), adoro ovviamente anche i libri che parlano di libri e per questo motivo mi è bastato leggere questo titolo per convincermi ad acquistare il volume. La copertina mi piace particolarmente perché esprime l’atmosfera misteriosa racchiusa in queste pagine. Il disegno, che ritrae quasi sicuramente il protagonista della fiaba, è stato realizzato dall’artista, illustratore e fumettista italiano Lorenzo Ceccotti i cui disegni ci accompagnano lungo tutta la narrazione. Le immagini sono in bianco e nero ad eccezione di alcuni elementi rosso sangue che ricorrono in ogni illustrazione (o quasi) sottolineando il carattere macabro della storia.

AUTORE: Murakami Haruki è nato il 12 gennaio 1949 a Kyoto. Grazie al padre Chiaki, priore di un tempio buddista, Murakami si appassiona fin da piccolo alla lettura per approfondirla durante il periodo del liceo approcciandosi a diversi scrittori stranieri e soprattutto inglesi e, in questo periodo, inizia a pubblicare articoli sul giornale della scuola. Studia drammaturgia presso la facoltà di lettere all’università Waseda laureandosi nel 1975. Gli anni della sua frequenza universitaria sono anche gli anni delle rivolte studentesche ma lui non prende parte ai tumulti essendo una persona particolarmente solitaria. Lavora, invece, part-time, frequenta molto i cinema e soprattutto i jazz bar e, pochi anni dopo, insieme alla moglie Takahashi Yoko, lui stesso ne aprirà uno, chiamato “Peter cat” in ricordo di un gatto appartenuto all’autore anni prima, totalmente tappezzato di immagini di gatti (c’è forse lo zampino di Dolores Umbridge? I potterheads capiranno!). Murakami si è sempre dedicato con costanza e passione sia alla musica che alla letteratura, ma inizia a scrivere il suo primo libro nell’aprile del 1978, periodo in cui scopre improvvisamente la sua vocazione letteraria. Il suo romanzo d’esordio viene pubblicato nel 1979 con il titolo “Ascolta la canzone del vento” e da questo momento in poi non abbandona più la sua attività di scrittura e vende il jazz bar ad un amico. Compie diversi viaggi. Nel 1991 si stabilisce negli Stati Uniti dove diventa dapprima ricercatore associato presso l’Università di Princeton e l’anno successivo professore associato nella stessa università. Attualmente risiede a Oiso dove, a partire dal 2001, oltre a dedicarsi all’attività letteraria, si impegna anche nella corsa.

Tra i suoi principali romanzi ricordiamo:

  • Ascolta la canzone del vento
  • Il flipper del ’73
  • La fine del mondo e il paese delle meraviglie
  • Dance, dance, dance
  • A sud del confine, a ovest del sole
  • La ragazza dello Sputnik
  • 1Q84

TRAMA: Il bambino, protagonista della storia, il cui nome non ci è pervenuto, si reca in biblioteca per restituire alcuni volumi presi in prestito e chiede alla donna seduta al banco di poter prendere altri libri che soddisfino le sue curiosità. Lei lo invita a scendere le scale e ad entrare nella stanza 107 in fondo al corridoio. Il bambino, scettico, ma incuriosito dal piano interrato, fino a quel momento a lui sconosciuto, bussa delicatamente, sorprendendosi del rumore provocato dalle sue nocche sulla porta. Dietro quest’ultima compare un vecchio dall’aspetto singolare…

“Aveva la faccia coperta di piccole macchie nere, come tanti moscerini. Era calvo e portava occhiali dalle lenti spesse. La sua calvizie non era uniforme. Tutt’intorno al cranio gli crescevano ciuffi di capelli bianchi ritorti, che facevano pensare a un bosco dopo un incendio.”

L’uomo interpella il ragazzino chiedendogli il motivo del suo arrivo. Il protagonista, titubante e desideroso di uscire al più presto da quella stanza sinistra e dalla biblioteca, dice al vecchio di essere interessato a dei libri che trattino la riscossione delle imposte nell’Impero ottomano. Il signore riesce a riesumare tre volumi che affrontano tale argomento, ma, quando il bambino sta per andarsene, il vecchio lo blocca, informandolo del fatto che quei tre volumi non possono uscire dalla biblioteca. Lo invita a dedicarsi alla lettura nella sala apposita collocata sul retro dell’edificio; il protagonista, sapendo che la madre, molto apprensiva e ansiosa, lo sta aspettando per la cena, in un primo momento rifiuta, ma l’insistenza del burbero signore lo costringe ad accettare di trascorrere nella sala i successivi trenta minuti.

“Quando avevo la tua età, mi ritenevo fortunato ad avere la possibilità di leggere. E tu te ne vieni con le tue idiozie di orario e di non fare tardi per cena!” il vecchio

L’uomo guida il ragazzo nella penombra di un lungo corridoio che ben presto diventa un vero e proprio labirinto. Al termine del labirinto i due personaggi raggiungono una sala totalmente immersa nell’oscurità. Dopo aver sceso una rampa di scale scivolose, l’anziano signore e il bambino si imbattono in un uomo travestito da pecora. Il comportamento del vecchio diventa sempre più aggressivo, tanto da colpire con una frusta il volto dell’ingenuo Uomo-pecora. Quest’ultimo conduce il ragazzo verso la sala di lettura che in realtà assume le sembianze di una cella. Il protagonista si trova dunque in trappola; viene rinchiuso dietro le sbarre e costretto ad imparare a memoria tutti e tre i libri a lui consegnati per poter essere libero di uscire dopo un mese. Il povero Uomo-pecora, sottomesso e terrorizzato dal vecchio, risponde alle domande del bambino, affermando che lui non farà mai ritorno a casa poiché la sua testa verrà segata in due e il suo cervello succhiato.

“<<Perchè quel vecchio vuole mangiare il mio cervello?>>

<<Perchè i cervelli pieni di conoscenze sono squisiti, ecco perché. Sono cremosi. E al tempo stesso granulosi.>>”

Direi che con la trama è il caso di fermarmi qua, forse mi sono spinta già troppo oltre. Per sapere come continua la storia non dovete fare altro che leggere! Forse chi conosce già questo libro capirà maggiormente i punti che seguono.

STILE: semplice, scorrevole, piuttosto fiabesco e le frasi sono brevi e concise. Io non mi reputo una professionista in questione, nonostante il mio amore nei confronti dei libri e della letteratura, per cui il mio giudizio in merito allo stile non è troppo approfondito.

PERSONAGGI: i personaggi sono particolarmente strani e inseriti in una dimensione che io reputo fortemente onirica, così come l’atmosfera creata dall’autore. A nessuno di essi viene attribuito un nome e le descrizioni non sono particolareggiate, tranne forse nei casi del vecchio, del feroce cane nero e in parte della ragazza. Il protagonista in particolare non viene presentato attraverso descrizioni fisiche, totalmente assenti, ma possiamo intuire alcune sfaccettature del suo carattere: è un bambino educato, rispettoso ed eccessivamente accondiscendente (e ciò viene considerato dal ragazzo stesso un vero e proprio difetto), maturo e curioso, impegnato e forse attaccato ai suoi beni, materiali e non. Il vecchio, un personaggio molto macabro, appare, ai miei occhi, come un uomo insoddisfatto della vita, cattivo e freddo, legato fortemente alla cultura ma forse incapace di approfondirla con perseveranza e amore. Grottesco è invece l’Uomo-pecora, incapace di prendersi cura di sé, il cui travestimento vuole forse rappresentare la paura, la debolezza, la sottomissione ma anche l’ingenuità e in parte, oserei dire, l’ignoranza, forse determinate dalla vicinanza prolungata al vecchio. Un personaggio dolce, ma decisamente spettrale è la ragazza, talmente bella e luminosa da far bruciare gli occhi, magrissima e dotata di una lunga chioma bionda cosparsa di pietre preziose. Lei è l’unico barlume di felicità, amore e speranza nella vita del protagonista. Forse è proprio un simbolo di speranza, anche se devo ammettere, dato il finale, di non aver compreso a fondo la sua funzione e tanto meno la sua trasformazione finale. Il cane nero non può che rappresentare la paura stessa, gli incubi ricorrenti, la totale mancanza di amore e felicità e dunque credo si opponga alla figura femminile cosi come allo storno. Infine la madre del bambino viene dipinta da quest’ultimo come una donna ansiosa, capace di sprofondare nella depressione e forse è proprio ciò che accade.

CONSIDERAZIONI PERSONALI: innanzitutto ammetto che il libro non mi è piaciuto, ma d’altra parte non è rimasto inosservato e mi ha trasmesso emozioni forti, anche se non positive, che permangono anche mentre sto scrivendo questa recensione. Quando ho chiuso il piccolo volume ho provato un senso di smarrimento, poiché non mi sono chiari il significato delle vicende e l’intento dell’autore. Dopo lunghe riflessioni devo dire che non ho ancora tratto le mie conclusioni. Sul retro della copertina c’è scritto:

“Una fiaba misteriosa sul potere della lettura: liberarci dalla prigione dell’infelicità.”

Io, fino alla fine, ho cercato di scovare elementi capaci di trasmettere tale messaggio, ma, giunta alla conclusione, ancora non li avevo trovati, o forse li avevo persi per strada. L’ultima pagina mi ha delusa e confusa allo stesso tempo, provocando il senso di sospensione di cui parlavo all’inizio. Ho girato la pagina sperando di trovare altre parole, ma il foglio bianco mi ha spiazzata. Di certo si tratta di un racconto surreale paragonabile, a mio parere, a “La metamorfosi” di Kafka (autore che, tra l’altro, ha ispirato molto Murakami), opera che mi ha fatto provare, anche se in misura minore, sensazioni simili, ma i cui messaggi traspaiono piuttosto chiaramente a differenza de “La strana biblioteca“. Un elemento che ho riscontrato in entrambi i testi è stata la reazione che i protagonisti hanno avuto in seguito agli avvenimenti e alle scoperte raccapriccianti che li hanno riguardati in prima persona, ma che sembravano appartenere a qualcun altro. Facendo riferimento, in particolare, al libro che stiamo analizzando, le emozioni provate dal protagonista sembrano filtrate; sicuramente la presenza di strani individui, la cella in cui viene rinchiuso e la consapevolezza del suo crudo destino lo colpiscono, ma non così profondamente. Il bambino non sembra terrorizzato, ma più che altro rassegnato; piange, ma non agisce, non urla, non chiede aiuto, come se fosse incapace di farlo. Sembra realmente rinchiuso in un sogno che non definirei un vero e proprio incubo proprio per la mancanza di emozioni forti da parte dei personaggi; si tratta tuttavia di un sogno strano, uno di quelli in cui vorresti muoverti, reagire, ma ti senti ostacolato da una forza invisibile. Si respira un clima di profonda angoscia e desolazione.

“Ma è accaduto veramente? In tutta onestà, non posso esserne sicuro.”

Termino qui la mia lunga recensione. Spero possiate apprezzarla e soprattutto spero che qualcuno, che ha già letto questo libro, riesca a fornirmi nuovi spunti di riflessione e ha condividere con me la sua opinione.

Se consiglio questo libro? Be’, data la brevità del racconto perché non dargli una possibilità?! Forse potreste cogliere messaggi che io non sono riuscita ad individuare!

Ed ora, finalmente, vi auguro la buonanotte.

M.P.

 

 

 

 

Mi presento

misunderstoodphilosopherslibrary copia

Salve filosofi, buon giovedì! Come state?

Finalmente ho trovato il momento giusto e soprattutto l’ispirazione per presentarvi il mio blog. Ho deciso di addentrarmi in questa nuova e meravigliosa avventura poiché da molto tempo sento il bisogno di condividere le mie passioni e i miei interessi con chiunque abbia la voglia e la curiosità di leggere i miei articoli. Non ne potevo più di parlare da sola di fronte allo specchio o di scrivere parole che non avrebbe mai letto nessuno e tantomeno di esprimere le mie emozioni di fronte a persone che troppe volte non erano in grado di comprenderle. Questo non vuol dire che smetterò totalmente di parlare da sola di fronte allo specchio, ma adesso ho finalmente trovato un posticino dove posso scrivere ed essere capita, o almeno è ciò che spero!

In occasione del mio ingresso nel mondo dei bloggers ho deciso di proporvi una citazione tratta da un libro che ho letto quest’estate e che mi ha colpita profondamente.

phpThumb_generated_thumbnailjpg “Fin da bambina Veronika conosceva la sua vera vocazione: fare la pianista! Lo aveva capito fin dalla sua prima lezione di piano, quando aveva dodici anni. Anche l’insegnante si era accorta del suo talento, e aveva insistito perché diventasse una professionista. Ma quando lei, felice per un concorso appena vinto, aveva detto alla madre di voler abbandonare tutto per dedicarsi esclusivamente al pianoforte, la donna l’aveva guardata con tenerezza e le aveva risposto: <<nessuno si guadagna da vivere suonando il pianoforte, tesoro.>>

<<Ma tu mi hai fatto prendere tutte quelle lezioni!>>

<<Per sviluppare le tue doti artistiche, solo per questo. I mariti le apprezzano; inoltre, avrai la possibilità di metterti in mostra nelle feste. Dimentica questa storia di fare la pianista e scegli di studiare legge: quella legale è la professione del futuro.>>

Così Veronika aveva fatto ciò che le era stato chiesto, sicura che la madre avesse l’esperienza necessaria per capire com’era la realtà. Aveva terminato gli studi, si era iscritta all’università e aveva conseguito la laurea con il massimo dei voti; alla fine, però, era riuscita a trovare solo un impiego come bibliotecaria.

<<Avrei dovuto essere più folle>> Ma, come probabilmente accadeva alla maggior parte delle persone, lo aveva scoperto troppo tardi.” Paulo Coelho (Veronika decide di morire)

Questo libro, che è un vero e proprio elogio della follia, così come questa citazione, in cui riesco in parte a ritrovarmi, mi hanno fatta riflettere molto e sicuramente mi accompagneranno nel corso della vita. In questa società liquida, in cui nulla è certo e sicuro, abbiamo paura di fare scelte azzardate e così abbandoniamo i sogni e le passioni che ci hanno sempre accompagnato, mettiamo da parte i nostri più grandi talenti, non rischiamo, ma percorriamo delle strade più sicure, spesso facendoci influenzare dalla famiglia, dalla società, dalle notizie che sentiamo o dai dati che leggiamo. Perdiamo così probabilmente la parte migliore di noi, per poi rimpiangerla quando è troppo tardi.

Bisogna invece avere il coraggio di essere folli, individuare ogni sfaccettatura del nostro essere e del nostro talento, cercare di spingerci oltre le barriere imposte. E’ fondamentale rischiare nella vita, se vogliamo rincorrere la felicità, se vogliamo sentirci completi. Se nulla è sicuro allora perché non dovremmo cercare di avverare i nostri sogni più folli?

Anche il nome del mio blog fa in parte riferimento a questo. Quante sono state le persone che hanno dedicato la loro vita alla filosofia proponendo idee e interpretazioni totalmente nuove e spesso assurde e incomprensibili sulla realtà, l’essere, Dio, noi stessi e la nostra origine? Non abbiamo utilizzato ogni tanto la parola “folle” riferendoci ad alcune di queste personalità così famose ed importanti? Questo perché loro si sono spinti oltre ciò che era stato detto e che si conosceva, hanno osservato la realtà da un’altra prospettiva, hanno proposto idee che hanno modificato totalmente il modo di pensare dell’uomo, ma spesso, inizialmente, non accettate. Per fare ciò è assolutamente necessario un pizzico di follia. Pensiamo ad esempio a Comte, esponente del positivismo e padre della sociologia o a Nietzsche, uno dei maggiori filosofi. Entrambi hanno trascorso l’ultimo periodo della loro vita in manicomio. Possiamo però prendere in causa anche il pittore Van Gogh, che personalmente adoro, il quale ha convissuto con la pazzia per la maggior parte della sua esistenza. Lui, pur non ottenendo alcun successo nel corso della vita, ha continuato a dedicarsi alla sua arte, senza mai mollare e oggi è considerato uno dei maggiori artisti di sempre.

“Tutti i migliori sono matti” Alice in Wonderland

Ma bando alle ciance, prima di concludere vorrei esporvi gli argomenti che ho intenzione di affrontare e condividere con voi prossimamente! Non fatevi ingannare dal titolo del blog, non ho intenzione di parlare solo di filosofia… anche se potrei iniziare i miei prossimi articoli con una citazione filosofica… (questa sì che è un’idea!!). Uno dei miei principali interessi è sicuramente la lettura e dunque i libri saranno i veri protagonisti dei miei articoli (sappiate che ADORO i book tag!), vorrei inoltre parlare di arte, altra mia grande passione e forse di musica, anche se quest’ultima preferisco viverla piuttosto che spiegarla a parole.

Vi auguro una fantastica giornata e a presto!

M.P.